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Tudisco (Fipet): “Sostare? Dicono sia uno stipendificio”

Tudisco, come vede l’attuale rapporto fra esercenti del centro storico e amministrazione comunale?
“Al momento non ci sono rapporti per il semplice fatto che non c’è l’assessore al ramo.
Abbiamo, invece, rapporti con i dirigenti del comune. Un rapporto controverso, visto che spesso costoro fanno, disfanno, creano ostacoli. Insomma, abbiamo rapporti con la burocrazia, che come putroppo sappiamo bene talora crea problemi a chi fa impresa”.

Oggi Catania è una città che attrae la gente verso il centro storico?
“Si, grazie alle nostre attività, ai nostri bar, ristoranti, pizzerie. Grazie anche al barocco del centro storico. Gli esercenti sono sul territorio e accolgono la gente che viene al centro”

Come giudica il comportamento di “Sostare” in generale?
Preciso che mi riferisco alla vecchia gestione. Bene, per quel periodo passato, posso dire che ci sono note dolenti, a cominciare dai verbali sopra la media per finire alla presunta lotta ai parcheggiatori abusivi.
In realtà, non la si è fatta. C’è stato –penso di poterlo dire- menefreghismo da questo punto di vista”.

In particolare, cosa dice sulla questione “tassazione notturna”?
Siamo stati contrari all’aumento della tassazione diurna, immagini se possiamo essere d’accordo con quella nottura. Aggiungo poi che mancano le opportune segnalazioni per l’utenza, come gli opportuni cartelli, per non parlare delle strisce blu. Insomma, problemi su problemi.”

A cosa serve, a suo avviso, tutto il denaro incassato da “Sostare”?
Dico quel che è il sentire comune, come si dice in questi casi? “Vox populi, vox Dei”. Bene, secondo quanto si sente dire ‘Sostare’ sarebbe uno stipendificio. Non si sa questa gente come è stata assunta, con quali criteri.

Lei è “pentito” di avere appoggiato l’amministrazione Bianco?
No comment. Mancano ancora due anni circa.

Cosa dovrebbe fare l’amministrazione per il futuro?
Essere presente sul territorio, essere vicino agli esercenti, ai loro problemi quotidiani. Ci sono situazioni che vorrei poi evidenziare. Una su tutte, il costo del suolo pubblico a Catania. Mentre da noi si paga e tanto, in altre realtà è gratis! Questo significa incentivare l’imprenditoria, non tartassarla!”.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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