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Truffa all’UE: 9 arresti e 57 indagati a Caltagirone VIDEO

Caltagirone –  Una truffa all’Unione Europea sui fondi dell’agricoltura, che ha portato a percepire indebitamente oltre 2.700.000 euro di contributi. Su richiesta del Procuratore della Repubblica, dott. Giuseppe Verzera e dal Sostituto Procuratore, dott.ssa Ilaria Corda, sono state poste agli arresti domiciliari 9 persone e denunciate, complessivamente, altre 57, tra cui interi nuclei familiari in alcuni casi collegati con esponenti di spicco della criminalità organizzata.

Tra gli arrestati, anche i responsabili di tre Centri di Assistenza Agricola (CAA) che hanno omesso di eseguire i previsti controlli sulle domande presentate, attestandone falsamente la regolarità e agevolando la commissione delle frodi da parte dei percettori dei contributi.

  1. FARANDA GIANLUCA, nato a Tortorici (ME) il 30/05/1981 ed ivi residente;

  1. SPASARO GIUSEPPE NATALE, nato a Galati Mamertino (ME) il 18/03/1955 ed ivi residente;

  1. ACCIARITO ORAZIO, nato a Lentini (SR) il 07/11/1971 e residente a Vizzini;

  1. FARANDA DAVIDE, nato a Sant’Agata di Militello (ME) il 23/10/1983 e residente a Tortorici (ME);

  1. FARANDA SETTIMO IVAN, nato a Sant’Agata di Militello (ME) il 10/05/1985 residente a Tortorici (ME);

  1. OLIVA MARIO, nato a Vizzini (CT) il 28/07/1964 ed ivi residente;

  1. CONTI TAGUALI MARIA ROSITA, nata a Bronte (CT) il 20/04/1977 e residente a Caltagirone (CT);

  1. LA FERLITA LILIANA GIUSEPPINA, nata a Ragusa il 19/04/1982 e residente a Vizzini (CT);

  1. LICCIARDINO SEBASTIANO, nato a Militello in Val di Catania (CT) il 06/10/1950 ed ivi residente.

Le indagini, durate oltre un anno, hanno scoperto una vera e propria organizzazione atta a frodare l’UE con la complicità dei Centri, che acquisite le informazioni necessarie, procedevano a redigere falsi contratti di affitto e/o di comodato di tali terreni con soggetti del tutto ignari e, in alcuni casi, addirittura deceduti, intestandoli a persone compiacenti. I responsabili dell’organizzazione, infatti, si premuravano di reclutare individui (tutti indagati) che, dietro corrispettivo di 1.000 euro circa, consegnavano copia dei propri documenti di riconoscimento necessari per le istanze di accesso ai finanziamenti.

Tra i terreni “nominati” illecitamente anche quelli  della Diocesi di Agrigento e del Consorzio Sviluppo Industriale di Gela. Per mascherare la frode, inoltre, i terreni venivano trasferiti di anno in anno da un indagato all’altro, attraverso cessioni incrociate, in modo da non far risultare lo stesso beneficiario per il medesimo fondo agricolo. In alcuni casi è stata anche appurata la falsificazione della firma dei capi area tecnica di alcuni Comuni sui contratti di cessione dei terreni di proprietà degli enti locali.

Ancora, sono state individuate decine di imprese agricole costituite al solo scopo di gestire solo sulla carta, per ogni annualità (campagna agricola), oltre 1.500 ettari di terreno.

La Guardia di Finanza, inoltre, ha eseguito provvedimenti di sequestro di immobili, terreni, autoveicoli, quote societarie e denaro per garantire il recupero delle somme indebitamente percepite dagli indagati, per un valore di circa 3 milioni di euro.

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Redazione

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