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Trattoria del Cavaliere: la rettifica dell’avvocato e le nostre precisazioni

La nota dell’avvocato Dario Riccioli

Gentile Direttore, le scrivo in merito all’articolo apparso sulla rivista online “lurlo” dal titolo “chiusa la trattotira del cavaliere per sequestro giudiziario. Ma è mistero”.

tempestivamente ci giunge la richiesta di rettifica da parte dell’avvocato Dario Riccioli, rappresentante Legale della Trattoria del Cavaliere. A norma di legge procediamo alla pubblicazione della nota e, al contempo, a delle osservazioni che scriveremo a margine della stessa.

Ho assunto la difesa della proprietà della nota Trattoria nella vicenda di cui Lei da notizia nell’articolo.

Ebbene, le informazioni che vengono veicolate ai lettori sono false e gravemente lesive della reputazione dei titolari della Trattoria del Cavaliere.

Non corrisponde al vero che i sigilli al locale siano stati apposti dai Nas, bensì dagli agenti di PG del Commissariato Borgo-Ognina dopo un sopralluogo dei funzionari dell’ASP Catania.

Non corrisponde al vero che la chiusura dei locali sia avvenuta per la presenza di blatte in cucina.

Non corrisponde al vero che sono stati violati i sigilli del sequestro, nè che i proprietari, come da Lei scritto, si siano resi autori di un più grave reato.

È accaduto, invece, che la sera del 25 gennaio 2019, alle ore 23.30, agenti dell’Asp di Catania hanno effettuato un controllo all’interno dei locali della Trattoria del Cavaliere e hanno riscontrato:

  • piatti sporchi in cucina (strano che ve ne fossero alle 23.30 di venerdì);
  • i locali di sgombero, posti fuori dal ristorante, non erano stati verniciati.

Quindi hanno imposto ai proprietari di ottemperare alle due prescrizioni, cioè: pulire i piatti (!) e pitturare i locali di sgombero.

L’indomani mattina, sabato 26 gennaio 2019, alle 13.00, gli agenti dell’ASP di Catania sono ritornati sui luoghi e hanno verificato che la cucina era linda e pulita ma che i locali, dopo ben 4 ore dall’apertura, avvenuta alle 9.00, e di sabato mattina, non erano ancora stati imbiancati.

Pertanto, alle 16.00 agenti del Commissariato Borgo-Ognina di Catania si sono recati presso la sede del ristorante e hanno effettuato un sequestro preventivo dell’intero locale perchè “all’interno i locali di sgombero non erano stati ripuliti ed adoperati così come disposto dell’ASP ed hanno aperto al pubblico”, in cosiderazione della violazione dell’art. 650 c.p.

Non sto qui a spiegare la procedura che porta alla convalida del sequestro preventivo (lo potrà leggere svogliando un codice di procedura penale).

Locale restituito ai proprietari ieri

Nel caso di specie è accaduto che lunedì mattina, 28 gennaio 2019, il PM chiamato a decidere sulla convalida del sequestro fatta dalla PG, in seguito a memoria del difensore di fiducia della proprietà della Trattoria del Cavaliere, ha ritenuto non vi fossero i presupposti per il sequestro, disponendo l’immediata restituzione del ristorante ai proprietari.

Pertanto, nel caso di specie, le blatte chissà dove sono state rinvenute, non certo all’interno della Trattoria del Cavaliere, nè sono stati violati i sigilli.

L’invito, per il futuro, a verificare meglio le Sue fontiprima di scrivere un articolo di stampa e, così, giocare con la vita di 41 famiglie che vivono lavorando all’interno del ristorante.

Eviterà, altresì, denunce per diffamazione a mezzo stampa.

Avremmo voluto leggere il provvedimento del sequestro preventivo

Rivolgo da subito un ringraziamento all’avvocato Dario Riccioli che, in qualche in modo, riesce ad illuminarci sulla vicenda della Trattoria del Cavaliere. In quanto trattasi di noto luogo di ristorazione, importa avere approfondite notizie sul caso. Come da consuetudine, riceviamo sempre un comunicato stampa dalle autorità che procedono a questo tipo di provvedimenti. Ribadisco ancora che ci è mancato tale utile strumento, fondamentale per dare la giusta e dovuta contezza ai consumatori.

È vero, questo genere di notizie colpiscono particolarmente l’opinione pubblica. Soprattutto se si tratta di locali “famosi”. La clientela di un ristorante (o di una trattoria, bar etc. etc.) si affida ad esso e non tanto per le irregolarità di tipo amministrativo – che hanno ben altro peso – quanto per gli argomenti riguardanti le modalità di preparazione, i luoghi dove questi avvengono e gli ingredienti usati. Sono bellissime quelle cucine a vista dei più moderni locali che permettono di vedere come, quando e cosa viene preparato. È altresì importante appurare che i locali siano puliti. È giusto, che gli organi competenti portino avanti questo tipo di controlli sia per quanto attiene, in generale, le norme prettamente sanitarie, che per quelle che appurano la regolarità dei rapporti lavorativi.

Ringrazio l’avvocato Riccioli ma sarebbe stato utile, in luogo di chiarimenti, leggere il provvedimento che stabilisce il sequestro preventivo – così come lo sarebbe dare lettura anche di quello che ordina la restituzione dei locali ai proprietari.

Chiuso un locale intero a causa dei locali di sgombero?

Restano dei dubbi. Permane un’ombra su tutta la vicenda. Se non fosse per “l’ombra delle blatte” che lei, avvocato della parte, esclude. E ciò
permetterà alla clientela di tirare un bel sospiro di sollievo. Tuttavia, come detto, permangono degli interrogativi.

  • Perché viene chiuso un intero locale a causa della mancata tinteggiatura dei locali di sgombero?
  • Perché la segreteria telefonica del ristorante parla di una chiusura dovuta ad un guasto all’impianto elettrico? Curiosità: come fanno i proprietari a registrare questo messaggio se il locale inaccessibile è sottoposto a sequestro?
  • cosa si intende quando si afferma che i locali dovevano essere ancora puliti, tenuto conto che i piatti e la cucina erano lindi? In particolare da cosa dovevano essere ripuliti?

Precisazioni

Riguardo alle blatte divenute famose tanto quanto il locale in questione. Non ne affermiamo con certezza la presenza all’interno dell’articolo. Anche per questa ragione, sarebbe stata auspicabile una lettura integrale del provvedimento, ma oramai ci atteniamo doverosamente alla sua testimonianza. “Nessuna blatta” dunque alla trattoria del Cavaliere.

Non abbiamo affermato che i proprietari hanno rimosso i sigilli contrariamente a quanto previsto dalla legge. Abbiamo parlato piuttosto di una circostanza accaduta da cui, di fatto, avrebbero tratto maggiore convenienza i titolari.

Speranzosa in un prossimo confronto sulla vicenda che non si limiti alle tristi aule di un tribunale; nel frattempo, andrò a consultare il vecchio libro di procedura penale. Ci saluterà entrambi il professore della facoltà di giurisprudenza, nonché avvocato suo collega Tommaso Rafaraci, che nel lontano 2005 mi diede la materia.

Fuori le ragioni dei lavoratori che non vanno aizzati contro chi svolge la professione

Sarà persuaso avvocato del fatto che non è nostra intenzione mettere in pericolo la posizione delle 41 famiglie di lavoratori della Trattoria del Cavaliere. Così come non si addita, per questa stessa ragione, l’autorità competente che procede al sequestro preventivo di un locale quando ne ravvisa le cause.

Oggi aperta la Trattoria del Cavaliere

Intanto, già da ieri sera dovrebbe essere aperta la Trattoria del Cavaliere. Ieri, a seguito della missiva dell’avvocato, ci siamo premurati di chiamare il locale: “Non siamo ancora operativi, lo saremo da stasera (ieri NdR)”, ci hanno risposto.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.
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