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Trattativa Stato-mafia, la Procura denuncia interferenze sul processo

Servizi segreti attivi per impedire la testimonianza di monsignor Fabio Fabbri nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Lo hanno denunciato stamattina in aula, prima della testimonianza del prelato, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e il sostituto Nino Di Matteo. Fabbri è l’ex segretario del capo dei cappellani carcerari, monsignor Curioni, che ha raccontato ai pm di Palermo alcuni retroscena legati alla sostituzione di Nicolò Amato dal vertice con Adalberto Capriotti, nella primavera del 1993.

In apertura dell’udienza di oggi, in cui è prevista proprio la deposizione del religioso – racconta l’agenzia di stampa ADN Kronos – che è stato fino al 1999 il vice ispettore dei cappellani delle carceri italiane, il Procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi denuncia «una interferenza sul normale svolgimento di un dibattimento» e chiede di estendere il capitolato della testimonianza di Fabbri «per due vicende accadute tra ieri e oggi, perché hanno un interesse diretto e immediato nella testimonianza del prelato.

«L’ufficio – ha spiegato Teresi – aveva inviato a Fabbri l’invito a comparire lo scorso 11 febbraio. In data 18 febbraio la Dia di Firenze fa pervenire una nota con la quale trasmette una mail di monsignor Fabbri. A quel Centro operativo è pervenuta una mail nella quale Fabbri diceva di non poter venire per impegni pastorali e anche perché su quei temi lui era già stato sentito in Commissione antimafia e in un altro processo». E ha aggiunto: «Questa giustificazione è stata ritenuta insufficiente e quindi ieri abbiamo fatto recapitare a Fabbri un provvedimento tramite la Dia di Firenze insistendo perché oggi comparisse. Oggi la Dia di Firenze ci rappresenta con un fax che monsignor Fabbri aveva rilasciato alcune dichiarazioni trascritte in una relazione di servizio. E su questo c’è l’estensione del capitolato. Fabbri spiegava che la prima citazione era stata da lui inviata ad un suo conoscente dei servizi segreti di Napoli. Tale persona gli aveva detto di avere parlato con Palermo e che il processo non si sarebbe tenuto». Documento arrivato ieri «alle 16.07 al fax dedicato del mio ufficio», ha precisato il pm il pm Nino Di Matteo.

Per tali motivi, la Procura ha chiesto alla Corte d’assise di estendere il capitolato di prova «sulle circostanze risultanti dalla relazione di servizio redatta dal personale della Dia che ha provveduto a citare il testimone, nonché sull’invio a mezzo fax alla procura di Palermo, proveniente da un esercizio commerciale di Roma di un estratto di copia della seduta della commissione parlamentare antimafia del 18 settembre 2012 nella quale si è proceduto all’audizione di monsignor Fabbri». La Procura ha anche chiesto di produrre copia della relazione di servizio. Dopo le richiesta dei pm è iniziata la deposizione di monsignor Fabio Fabbri.

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Redazione

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