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Traffico internazionale di droga. Fermati, vicini ai Santapaola VIDEO

Catania –  sono 16 gli indagati dalla Polizia di Stato su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania sul traffico internazionale di stupefacenti che toccava i principali porti del Mediterraneo. Il personale della Polizia ha tratto in arresto:
1) CATANIA Vincenzo, (cl.1968) – pregiudicato;
2) LA SPADA Francesco Giovanni, (cl.1975);
3) MAGRI’ Fabio, (cl.1977);
4) COSTANZO Alfio Giuseppe, (cl.1957);
5) COSTANZO Giuseppe, (cl.1984) – pregiudicato;
6) GIUFFRIDA Piero, (cl.1973);
7) GRASSO Giuseppe, (cl.1978) – pregiudicato;
8) MORABITO Antonino, (cl.1972) – pregiudicato;
9) MORABITO Rocco, (cl.1976) – pregiudicato;
10) DI MAURO Concetto, (cl.1977) – pregiudicato;
11) MIRABILE Salvatore, (cl.1956) – pregiudicato;
A tutti gli indagati è contestata l’aggravante mafiosa, per legami con il clan Santapaola-Ercolano, la natura transnazionale del reato.

Le indagini eseguite nell’arco temporale maggio 2013 – ottobre 2014 hanno evidenziato l’esistenza di tre gruppi criminali; un primo riferibile ai fratelli MORABITO Rocco e Antonino, noti trafficanti con base operativa nel popolare rione di Picanello, un secondo al gruppo di NIZZA Andrea Luca, già latitante dal 12.12.2014, appartenente all’omonima famiglia, che allo stato gestisce il segmento più cospicuo di traffico di stupefacenti nel territorio del capoluogo, con il controllo di numerose “piazze di spaccio”, sia nel citato quartiere di Librino che in San Cristoforo, ed a SAITTA Lorenzo, in atto detenuto, operante nel rione di San Cristoforo.
Tutti i citati gruppi sono riferibili all’organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano.
Le indagini hanno consentito di appurare che i tre gruppi criminali, in maniera autonoma ed indipendente, si rifornivano di grosse partite di droga da un’unica organizzazione di trafficanti albanesi.
Il rapporto di approvvigionamento dai trafficanti albanesi è risultato stabile e consolidato con più transazioni relative alla cessione di ingenti quantitativi di droga, tanto che le organizzazioni autoctone hanno investito ingenti somme di denaro per l’acquisto di grosse imbarcazioni d’altura, affidate ad appositi equipaggi, che di volta in volta trasportavano la droga dall’Albania fino al capoluogo etneo.
In alcune circostanze è stato utilizzato un natante messo a disposizione dai trafficanti albanesi.
I trafficanti albanesi si avvalevano oltre che di propri emissari, i quali, in più occasioni, si sono recati in questo centro per concordare le modalità dell’illecito traffico, anche di un connazionale, RAMOLLI Altin, il quale approfittando del suo impiego quale autista di autobus di linea sulla tratta Albania-Sicilia, riusciva a fare giungere in Albania ingenti somme di denaro a pagamento delle partite di sostanze stupefacenti commissionate dai soggetti etnei, e provvedeva invece a recapitare a questi ultimi periodicamente schede e cellulari “puliti” da dedicare ai contatti riservati tra i trafficanti.

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Redazione

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