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Totonomi: chi sarà il prossimo Ministro dell’Istruzione?

Totonomi. Ecco la rosa dei papabili che si rincorrono al numero civico 76 di viale Trastevere, a Roma.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti rassegna le dimissioni

A circa 48 ore dall’ok alla manovra finanziaria passata della Camera dei Deputati, il Ministro Lorenzo Fioramonti rassegna le dimissioni. E il totonomi è presto fatto dai colleghi parlamentari.

La decisione del ministro è solo l’ultimo atto di una minaccia annunciata nelle scorse settimane. Chiedeva 3 su 24 miliardi necessari per rafforzare le attività del suo ministero e che, tuttavia, non hanno avuto alcun riscontro in Legge di Bilancio.

«La sera del 23 dicembre – conferma in una nota il Ministro Fioramonti – ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Per rispetto istituzionale, avevo deciso di attendere qualche altro giorno prima di rendere pubblica la decisione, ma visto che ormai la notizia è stata filtrata ai media, mi sembra giusto parlare in prima persona».

«Prima di prendere questa decisione – continua il ministro – ho atteso il voto definitivo sulla Legge di Bilancio, in modo da non porre tale carico sulle spalle del Parlamento in un momento così delicato. Le ragioni sono da tempo e a tutti ben note. Ho accettato il mio incarico con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza».

Le rivendicazioni del Ministro dimissionario

«Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione, fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società, al centro del dibattito pubblico – rivendica in prima istanza il ministro – sottolineando in ogni occasione quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica».

«Non è stata una battaglia inutile e possiamo essere fieri di aver raggiunto risultati importanti», continua elencando gli obiettivi raggiunti in pochi mesi. «Lo stop ai tagli, la rivalutazione degli stipendi degli insegnanti (insufficiente ma importante). La copertura delle borse di studio per tutti gli idonei. Un approccio efficiente e partecipato per l’edilizia scolastica. Il sostegno ad alcuni enti di ricerca che rischiavano di chiudere e, infine, l’introduzione dell’educazione allo sviluppo sostenibile in tutte le scuole (la prima nazione al mondo a farlo)».

«La verità, però, è che – ammette il ministro dimissionario – sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica».

Fioramonti risponde alle critiche

«L’economia del XXI secolo si basa soprattutto sul capitale umano, sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle nuove tecnologie. Non riconoscere il ruolo cruciale della formazione e della ricerca equivale a voltare la testa dall’altra parte. Nessun Paese può più permetterselo», sbotta il ministro. «La perdita dei nostri talenti e la mancata valorizzazione delle eccellenze generano un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, che finisce per contribuire alla crescita di altre nazioni, più lungimiranti della nostra. È questa la vera crisi economica italiana».

«Alcuni mi hanno criticato per non aver rimesso il mio mandato prima, visto che le risorse era improbabile che si trovassero. Ma io ho sempre chiarito che avrei lottato per ogni euro in più fino all’ultimo, tirando le somme solo dopo l’approvazione della Legge di Bilancio. Ora forse mi criticheranno perché, in coerenza con quanto promesso, ho avuto l’ardire di mantenere la parola».

A onor del vero, il ministro ha tentato di individuare le risorse avanzando dapprima l’ipotesi di una tassazione sui biglietti aerei, poi sulle merendine, e infine proponendo l’aumento dell’IVA sui beni di consumo.

Ma, prescindendo la smania del totonomi in sostituzione del ministro Fioramonti, quali ripercussioni porteranno sul piano politico queste dimissioni?

Ventila aria di scissionismo nel M5S

«Le dimissioni – spiega il ministro – sono una scelta individuale. Eppure, vorrei che, sgomberato il campo dalla mia persona, non si perdesse l’occasione per riflettere sull’importanza della funzione che riconsegno nelle mani del Governo. Un Governo che può fare ancora molto e bene per il Paese se riuscirà a trovare il coraggio di cui abbiamo bisogno».

Pur non rinnegando il partito pentastellato, il ministro sembra confermare tra le righe quelle voci di corridoio che si fanno strada sempre più prepotenti sulla formazione di un nuovo gruppo parlamentare a sostegno del premier Giuseppe Conte.

«Il tema non è mai stato “accontentare” le mie richieste – aggiunge – ma decidere che Paese vogliamo diventare. Perché è nella scuola, su questo non vi è alcun dubbio, che si crea quello che saremo».

«Come diceva Gianni Rodari, dobbiamo imparare a fare le cose difficili. Perché a volte bisogna fare un passo indietro per farne due in avanti».

E i due passi avanti, per Fioramonti e per il gruppo M5S, potrebbe essere proprio un nuovo gruppo parlamentare.

«Il mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà ancora più forte come parlamentare della Repubblica Italiana», rassicura il ministro dimissionario.

Totonomi. Ecco i nomi dei papabili sostituti M5S in poll position

A capeggiare il totonomi è il sen. Nicola Morra. Genovese di nascita, calabrese di adozione, è docente di storia e filosofia. Non è nuovo a Palazzo Madama. Il senatore al secondo mandato è l’attuale presidente della Commissione Nazionale Antimafia.

Segue il nome della giovane senatrice siciliana Barbara Floridia, data in quota Casaleggio. Originaria di Venetico (Me), classe ’77, insegna dal 2000. Insegnante di ruolo dal 2007 di italiano e latino potrebbe rivelarsi la punta di diamante per il dicastero che Lorenzo Fioramonti lascia in eredità.

Le nostre autorevoli fonti parlamentari segnalano inoltre il possibile ritorno di Alberto Bonisoli. Già ministro dei Beni delle attività Culturali e del Turismo nel Governo Conte I, potrebbe rientrare in gioco come ministro dell’Istruzione.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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