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Psiche e Società

Timore. La pandemia, una guerra emotiva

Timore. In questi giorno ci siamo tinti di arancione, un colore che prima ricordava l’estate, adesso è legato ad una malattia e alle limitazione ad essa connesse.

La scorsa settimana abbiamo parlato di limiti, oggi questi limiti sono diventati più stretti e tutto intorno a noi parla di questo, ma contemporaneamente c’è chi non li rispetta.

C’è chi crede che il Covid non esista o che sia una cosa inventata per favorire qualcosa, insomma, la possiamo definire anche paranoia o più semplicemente negazione.

Neghiamo perché è troppo difficile da sopportare.

Inimmaginabile che la mascherina sia un salva vita come lavarsi le mani ecc, ci eravamo abituati ad un nemico visibile tanto reale quanto distante da noi.

Oggi questa convinzione ci ha voltato le spalle. Adesso chiunque anche i bambini, innocenti, possono essere portatori di questo virus.

Quello che sta accadendo è che tutte i nostri lati emotivi, anche i più reconditi emergono questo perché non abbiamo mai affrontato una pandemia.

O meglio, siamo alla seconda ondata non è più una novità, anzi sappiamo quello che è stato ed intuiamo cosa potrà esserci e come sarà il 2021.

Ogni DPCM è come un bollettino di guerra, come negarlo siamo in una guerra psicologica.

Siamo difronte alla nostra resilienza, la nostra capacità di elaborare una strategie di azione adeguata. 

Ognuno reagisce come può, chi nega e vuole solo la sua libertà lo stipendio e tanto altro, quindi una maniera individuale.

Altri reagiscono evitando le persone, non vedono nessuno non si sa mai lo contagiano o sono loro stessi a contagiare chi gli sta vicino.

Questi due modi appena descritti sono opposti, ma davanti a noi abbiamo sempre un ventaglio di possibilità, tutto dipende dalle occasioni che vogliamo concederci.

Un esempio:

C’è una terza via, desiderare il meglio per noi e venire ad un compromesso, ovvero, usare la mascherina seguire le regole finché ci sarà il bisogno, cercando di essere elastici.

La guerra psicologica quindi è tra noi, le possibilità e quello che decidiamo di concederci.

Molto spesso il timore di perdere qualcosa è più forte della voglia di mettersi in gioco e cambiare.

La pandemia è una guerra emotiva che scuote, ognuno a modo proprio, l’animo facendo emergere nuovi timori insieme a quelli già presenti.

Insomma, dobbiamo trovare un equilibrio interno per poter sostenere i futuri DPCM i futuri problemi e anche le future soddisfazioni allo scopo di poter godere di quest’ultime, senza che i cattivi pensieri prendano il sopravvento.

Non è semplice accettare e sopportare sia i cambiamenti che i nostri timori sul futuro, sulla pandemia.

A questo punto, chiedere aiuto ad un professionista psicologo psicoterapeuta potrebbe essere una soluzione.

Se vuoi approfondire l’argomento o hai domande contattami su Instagram @angelaiintelisano seguimi e sugui anche la pagine dell’Urlo @lurlo.

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