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“The Truman Boss”, la storia di una famiglia vittima di un’impostura

Una vicenda realmente accaduta che lascia ancora molte domande aperte

“The Truman Boss” perché in Italia la giustizia può risultare vana speranza, e la verità sfuggire per misteriose ragioni. Così, alle vittime, non rimane altro da fare se non raccontare la loro storia, un po’ per sfogo e un po’ per condividere i particolari irrisolti e i tormenti persistenti sulla vicenda agghiacciante di cui sono protagonisti.

Questo è il caso di Vincenzo Balli e della sua famiglia, posta in programma di protezione antimafia rivelotasi poi una messinscena organizzata dal suo socio, l’ex carabiniere Mario Musotto, e da altri complici: Alfredo Silvano e Daniela Todaro. Una sceneggiata durata tre anni. Tre anni di intercettazioni telefoniche e ambientali in casa Balli, minacce e intimidazioni, agguati e pedinamenti, fughe in località segrete e inseguimenti, presunti omicidi, piantonamenti, blitz, contatti con Carabinieri finti, l’ombra di politici collusi con la mafia con cui era in contatto Musotto: tutto finto, o quasi.

Di vero, ci sono tre vite distrutte. Quella di Vincenzo, marito e padre amorevole che da un giorno all’altro si è ritrovato a non poter più dare alcuna certezza alla propria famiglia. Un brillante imprenditore che, dopo il successo della Mediamusic agenzia di spettacoli, ha intuito il business del ticket elettronico per gli eventi e che ha investito tutto nella World Ticket srl, andata a rotoli per mano dello stesso socio a causa del rigido isolamento a cui è stato sottoposto. Quella di Patrizia che, oltre a collaborare attivamente nelle attività del marito, è una mamma affranta ed esasperata principalmente per il modo assurdo in cui è stata costretta a vivere e che le impediva di crescere normalmente la figlia di appena tre anni quando tutto ebbe inizio. Ad amplificare la fragilità della donna, il grande dolore a seguito dell’omicidio di Flavio, l’agente che sapeva vegliare su di lei e sulla bambina, e al quale era fortemente legata, sebbene non l’avesse mai conosciuto personalmente. Ma le più gravi conseguenze della sadica situazione a cui è stata sottoposta la famiglia Balli, sono toccate a Lucrezia: le hanno sottratto gli anni più belli della sua infanzia, i giochi e la scoperta del mondo esterno. Nel momento in cui la vita della piccola è stata messa a repentaglio, Vincenzo, colto dalla rabbia e dalla disperazione, inizia a dubitare di tutto e di tutti, riuscendo a porre fine a quell’inferno.

Se fosse un giallo, sarebbe appassionante per la scrittura fluida e per le vive emozioni che trasportano il lettore nel corso della narrazione e nella minuziosa descrizione degli eventi.
Purtroppo però è una storia vera segnata da un finale ingiusto e per certi versi incompiuto, che lascia l’amaro in bocca e pensieri tristi  e confusi.

Gli imputati accusati di essere gli artefici della malefatta ai danni della famiglia Balli vengono dichiarati colpevoli per sequestro di persona, truffa aggravata, furto aggravato, sostituzione di persona, lesioni gravi, violenza privata, violazione di domicilio e molestie: Mario Musotto è condannato a 6 anni di reclusione, Alfredo Silvano a 4 e Daniela Todaro a 3.
La Corte di Appello di Palermo, nel gennaio 2016, dichiara estinti alcuni reati andati in prescrizione con il dimezzamento della pena: la sentenza sarà irrevocabile dopo l’inammissibilità dei ricorsi presentati in Cassazione dagli imputati nel settembre 2016. Ma non un solo giorno di galera, anzi: Mario Musotto, nel corso dei procedimenti processuali, si mette in gioco come regista di film per l’antimafia dedicati ai magistrati che contano come Nino Di Matteo, conducendo una vita spensierata insieme alla moglie giornalista.

È davvero finita qui? Così? Troppi i dubbi e le questioni in sospeso.
Cosa ha mosso Mario Musotto a mettere in piedi le menzogne che hanno distrutto la vita di una famiglia intera?
I colpevoli hanno agito da soli o c’erano anche altri complici?  Perché le gazzelle dell’Arma c’erano davvero, come l’elicottero dei Carabinieri sulla testa della famiglia Balli.
Di chi era il sangue trovato nella casa di campagna di Roccamena se Flavio era un personaggio inventato da Mario Musotto? Era finto anche quello? Era di un animale o di una persona? E se era di una persona, a chi apparteneva? Come facevano gli aguzzini a sapere di quella proprietà dei Balli?
Come hanno fatto i finti carabinieri a fare assistere in diretta alla cattura di Luigi Putrone, il pericoloso boss latitante di Porto Empedocle?
Sarebbe poi interessante anche sapere perché non sono stati approfonditi i rapporti di Mario Musotto con i politici collusi intervenuti nella vicenda.
Chi ha materialmente finanziato il lavoro della finta scorta per tre anni, e perché?

Sperando che la giustizia seguisse il suo corso, grazie al loro coraggio e alla loro determinazione, Vincenzo e Patrizia sono riusciti a rimettere insieme i pezzi di una vita andata distrutta e rimangono in attesa di conoscere tutta la verità. Lo devono a Lucrezia, oggi splendida adolescente che sembra avere superato il grave trauma vissuto da bambina.

E ricominciano da lì, da Altavilla Milicia, meravigliosa cittadina sul mare a pochi chilometri da Palermo dove racconteranno quello che hanno vissuto giovedì 31 agosto alle ore 21:00 presso l’Anfiteatro Comunale.

“The Truman Boss” di Vincenzo Balli e Giuseppe Lo Bianco (ed. Castelvecchi): la storia di una raccapricciante impostura rimasta di fatto impunita e ancora avvolta nel mistero, continua a fare parlare di sè agli eventi organizzati in tutta Italia per la presentazione del libro.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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