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The Place, il nuovo film di Paolo Genovese: poco cinematografico ma coraggioso

Cosa saresti disposto a fare per ottenere quello che vuoi?

The Place il nuovo film di Paolo Genovese. È appena arrivato nelle sale cinematografiche italiane ed è già in vetta alla classifica del Box Office.

The Place, un film coraggioso, che divide da subito, non solo la critica ma anche il pubblico in sala e ad uscita sala (…).

Il trailer di The Place promette qualcosa che nel film manca del tutto, il mistero e la capacità di dare una svolta decisiva quando sembra prendere una direzione, per restare ancora -e ancora- lento e uguale.

Il regista dopo un anno dal successo unanime del film Perfetti sconosciuti torna con una scrittura filmica che ancora una volta fa eco al teatro. Lascia il salotto di una casa, il tavolo è sempre presente ma è all’interno di un bar.

Gli attori, tutti bravi e credibili, interpretano nove personaggi, nove desideri, paure, frustrazioni, angosce e si avvicendano a quel tavolo dove siede un uomo con la sua grande agenda.

Entrano ed escono dal bar, dalla scena rapidamente, pochi minuti, pochi istanti per formulare la loro richiesta, il loro desidero, definire i dettagli e attendere di ricevere il loro compito da seguire ed eseguire.

Il ritmo è calmo, lento, ripetitivo, a volte noioso, spesso prevedibile, l’azione è in un campo fuori, non la si vede, spetta allo spettatore immaginarla, vederla, si ascoltano i dialoghi didascalici e a ripetizione, si specificano solo i dettagli.

La parola è al centro della scena, diventando protagonista nelle conversazioni tra i nove personaggi, nove anime disperate, che si alternano. Sono disposti a spingersi oltre il confine di una morale accettabile per veder realizzati i loro desideri, tutti diversi, alcuni esigui altri affatto, ma ognuno di loro sembra non poterne fare a meno, forse anche a qualsiasi costo.

L’impronta teatrale è fortissima. I dialoghi, la narrazione ingrana solo dopo una parte iniziale lenta, ma incuriosisce chi riesce ad andare oltre una noia iniziale dovuta alla ripetizione delle scene, dei personaggi, quasi un percorso ciclico ripetitivo e distruttivo, a volte autodistruttivo.

Valerio Mastrandrea si conferma un attore straordinario, misterioso ed enigmatico. Sempre seduto giorno e notte allo stesso tavolo dello stesso bar. Non si sa nulla di lui, come si chiama, chi è, cosa fa, perché lo fa.

Con lui sempre un’agenda, dove tutto è già scritto, lui appunta i dettagli, legge, e assegna i compiti, facili, difficili, non impossibili, a volte atroci e terribili. Ma tutti vanno da lui, in quel bar, a qualunque ora del giorno e della notte per esprimere il loro desiderio, la loro ossessione, per soddisfare la loro felicità.

Ed eccoli i nove personaggi: il poliziotto Giallini, la suora Rohrwacher, la moglie respinta Puccini, il meccanico Papaleo – meraviglioso con la mimica facciale eccezionale-, il fidanzato Muccino con la vanitosa D’Amico, il padre disperato Marchioni, il non vedente Borghi e l’anziana moglie Lazzarini. E infine la barista Ferilli.

Genovese con The Place ancora una volta indaga l’animo umano, e lo fa in modo particolare, originale ma non troppo. Infatti il soggetto del film è un adattamento della serie televisiva statunitense The Booth at the End.

Un film che non si apprezza subito a luci in sala accese, ma che pone domande, interroga la coscienza umana e invita lo spettatore a riflettere. Le soluzioni ai propri problemi sono dentro ognuno di noi, le risposte alle domande che nessuno osa farsi ad alta voce.
Bisogna imparare a guardarsi dentro, ad ascoltarsi, avere il coraggio delle proprie azioni e decisioni, nulla come essere padroni delle proprie scelte nel bene e nel male rende vivi e liberi.

Alla fine il libero arbitrio è la chiave di volta. Alla fine ognuno può dare la sua interpretazione.

Trailer:

Trama: Lui è seduto sempre allo stesso posto. Non importa a quale ora del giorno e della notte, lo troverete sempre lì, all’angolo di un ristorante, allo stesso tavolo, con un quaderno in mano. Qualche volta ci scrive delle cose, qualche altra le legge. Non sappiamo niente di lui, chi lo viene a cercare sa soltanto che è capace di esaudire desideri. Tutti i desideri: ricchezza, bellezza eterna, fede, sesso, salute, speranza. Alcune richieste sono semplici, altre più singolari ma tutte hanno un prezzo e il prezzo da pagare non è mai senza conseguenze.

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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