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Test di medicina, ricorrono in 400

Sono 400 i ricorsi che le aspiranti matricole alla facoltà di medicina etnea hanno presentato per presunte irregolarità durante i test di ammissione.

A denunciarne l’esistenza la Rete Universitaria Nazionale (Run), affiancata dall’avvocato Francesco Leone, che incontrerà, insieme a Rebecca Ghio, rappresentante nazionale Run, gli studenti e le loro famiglie.

“Lo scopo dell’incontro – spiega l’avvocato Leone, raggiunto telefonicamente – è quello di raccogliere le testimonianze e valutare una possibile class action, così come già fatto negli anni passati”.

Sono diversi i fatti che i partecipanti ai test hanno raccontato essere, se non irregolari, anomali: dalla mancanza di metal detector in un determinato varco, al numero insufficiente di supervisori o addirittura alla possibile presenza di un docente di una scuola di preparazione ai test.

“Ma ancora una volta – dichiara l’avvocato – sono stati utilizzati dei codici alfanumerici che permettevano il riconoscimento dei candidati“.

Anche lo scorso anno, infatti, la principale irregolarità si basava proprio sulla mancanza di anonimato delle future matricole, oltre alla possibilità (accaduta nuovamente in questo caso) di poter accedere all’interno delle aule con gli smartphone o altri dispositivi.

“Neanche quest’anno, infatti, le aule sono state schermate per evitare l’uso di dispositivi elettronici”.

Dopo Bari e Foggia, quindi, domani toccherà agli studenti catanesi illustrare le irregolarità e le mancanze nell’organizzazione dei test. “Non siamo smaniosi di class action – conclude l’avvocato Leone – ma vogliamo correttezza e chiederemo anche al Ministro che venga istituito un tavolo tecnico affinché dal prossimo anno non si verifichino più episodi del genere”

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