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Terremoto a Catania. Sciame sismico ancora in corso, ma nessun allarmismo

Continua l’allarme sullo sciame sismico in corso in questi giorni natalizi a causa dell’incessante attività dell’Etna. Proviamo a fare un po’ di chiarezza e smentire le informazioni errate che spesso circolano dopo avvenimenti del genere.

Abbiamo perciò raggiunto telefonicamente il dr. Boris Behncke, vulcanologo presso l’Osservatorio etneo per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

In queste ore sta circolando la notizia dell’apertura di una nuova bocca nella zona di Piano del Vescovo e di una nuova forte scossa.

«È una bufala clamorosa, da smentire categoricamente, perché non siamo in grado di prevedere i terremoti. La zona di Fleri è già stata colpita: la faglia che ha dato origine al terremoto d questa notte non è in grado al momento di generare nuovi forti fenomeni sismici. Questa faglia ha già scaricato. Avrà bisogno di decenni per ricaricarsi, per cui è da escludere un nuovo evento drammatico. Non c’è tutta questa energia accumulata da preoccupare in vista di un prossimo fenomeno della stessa magnitudo.

Si è trattato di eventi sismici in prossimità della superficie, i cui effetti – seppur avvertiti in maniera più forte – hanno un raggio di propagazione minore, rispetto a quelli che avvengono a maggiore profondità. Certo, non dobbiamo dimenticare nelle analisi la tipologia dei terreni e il carattere delle costruzioni. Ci sono terreni maggiormente a rischio, che facilitano la propagazione delle onde e fanno percepire in modo più forte un terremoto.

Allo stesso tempo, anche nuovi edifici, per quanto a norma, non è detto che non subiranno danni importanti a seguito di un fenomeno sismico rilevante. L’aspetto più importante è che non crollino. Occorre prendere degli accorgimenti, quali: fissare i mobili a muro; non posizionare sopra la testata del letto dei mezzi pesanti; non uscire da casa con il terremoto in corso, ma posizionarsi sotto le colonne portanti; ecc.».

È stato scritto anche di un collegamento tra l’attività dell’Etna e quella di Stromboli.

«Anche questa notizia è da scartare. Un fenomeno non deve necessariamente essere collegato con altri simili – pensiamo al Krakatau in Indonesia in questi giorni. L’Etna e lo Stromboli sono tra i vulcani più antichi al mondo, quasi sempre in attività. Statisticamente è impossibile che, quando erutta l’uno, non lo faccia anche l’altro. L’attività di Stromboli resta nei parametri consueti. La Protezione Civile ha raccomandato di fare particolare attenzione, ma al momento non c’è alcun fenomeno fuori dalla norma».

Si parla pure di nuove bocche a quote più basse.

«Su questa possibilità i nostri vertici si sono espressi con cautela, sempre in linea ipotetica. Finché non rientra del tutto questa fenomenologia, rimaniamo in uno scenario aperto, per cui dobbiamo tenerci preparati a qualunque nuovo evento. Lo sciame sismico è ancora in corso, seppur non con la stessa drammaticità dei due giorni precedenti».

Cosa può dirci del progetto “Hai sentito il terremoto?”?

«È un progetto importante, presente in tutti i paesi sismici. La sua finalità consiste nel monitoraggio e nella raccolta dati dalla popolazione, per costruire un quadro più definito sull’impatto di un terremoto. Per intenderci, ci si rifà più sulla Scala Mercalli, sulla conta dei danni effettiva. Allo stesso tempo, ci aiuta a redigere una mappa macrofisica sugli impatti del terremoto».

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