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Cronache

Tenta di dare fuoco all’ex convivente ed al figlio 21enne: arrestato affiliato clan Santapaola

Sfiorata la tragedia a Gravina di Catania dove un uomo, mai rassegnato alla fine del proprio rapporto con la campagna ha tentato di dare fuoco sia alla donna che al figlio 21enne. 

L’uomo, un 47enne pluripregiudicato e vicino alla famiglia mafiosa dei Santapaola è tra i coinvolti nell’operazione Fiori Bianchi eseguita del lontano 2013. Una volta uscito di prigione, l’uomo ha tentato di riallacciare i rapporti con la compagna e i figli ma senza successo poiché la donna aveva già deciso di interrompere la loro relazione.

Mai rassegnato l’uomo aveva iniziato a manifestare la propria ira sia nei confronti dell’ex convivente sia nei confronti dei figli di 19 e 21 anni sotto forma di atti persecutori: erano i continui passaggi a piedi ed in auto sotto la loro piccola abitazione come innumerevoli erano le telefonate e messaggi al suo telefono ed a quello dei figli. La gelosia del 47enne, inoltre, impediva all’ex compagna di frequentare persone al di fuori del proprio nucleo familiare.

Tensioni che sono culminate in un aggressione fisica subita dalla donna lo scorso 1° luglio quando l’uomo ha picchiata selvaggiamente manifestando comunque la sua volontà di non denunciare quanto accaduto. In quest’occasione, però, la donna aveva ad ogni buon fine documentato le lesioni subite con alcune fotografie, che effettivamente ha successivamente prodotto ai Carabinieri, attestanti ecchimosi al viso, alla spalla sx, all’avambraccio sx ed alla gamba sx.

Sfiorata la tragedia

La passiva sopportazione della donna, però, aveva ingenerato nel suo ex convivente un incontenibile delirio di onnipotenza che, soltanto il giorno dopo, lo aveva portato addirittura ad attentare alla sua vita ed a quella del loro figlio 21enne che aveva sempre preso le difese della poveretta. La sera del 2 luglio infatti la donna, scesa in strada per depositare il sacchetto dell’immondizia, aveva visto l’ex convivente che infuriato e con una bottiglia nelle mani stava cospargendo di liquido infiammabile la sua autovettura e lo scooter del figlio.

La donna gridò per attirare l’attenzione dei vicini ma l’esagitato, per nulla intimorito, aveva cosparso anche lei di liquido infiammabile minacciandola di morte insieme al figlio: «Dov’è quel pezzo di …? Dov’è quel bastardo che gli devo dare fuoco? Ti do fuoco!!!», quindi ha tentato di appiccare le fiamme con un accendino che, solo per un provvidenziale malfunzionamento, aveva impedito il verificarsi di una tragedia.

Era troppo persino per la donna che, unitamente al figlio, ha stavolta immediatamente sporto denuncia ai Carabinieri di Gravina i quali hanno raccolto quegli elementi investigativi che, sviluppati e poi compendiati alla Procura etnea, hanno consentito il consolidamento del quadro indiziario a carico del 48enne e di richiedere per lui la detenzione in carcere poi emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo per i reati di tentato omicidio, tentato danneggiamento ed atti persecutori.

E.G.

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Redazione

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