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Confiscati 6 milioni di euro a Nunzio Tenerelli, cugino del boss Nuccio Mazzei

Il Tribunale di Catania ha emesso un decreto di confisca dei beni a Tenerelli Nunzio Fabio, per un ammontare di circa 6 milioni di euro, comprendenti 23 unità immobiliari, 2 conti correnti e 3 autovetture.

Già destinatario di un’ordinanza cautelare in carcere dal settembre 2015, operazione “Nuova Famiglia”, il Tenerelli, vicino al clan Mazzei ma non organicamente inserito, è legato da rapporti di stretta parentela con Mazzei Nuccio, reggente dei Carcagnusi, in quanto le rispettive madri sono sorelle, ha prodotto azioni criminose negli anni, volte all’accumulo di risorse finanziarie necessarie per garantirsi una posizione economica singolare.

Nell’operazione “Nuova Famiglia” il Tenerelli risulta responsabile di una rapina commessa il 30 giugno 2014 presso la stazione ferroviaria di Acireale, ai danni di una cittadina cinese, che viaggiava sul treno Siracusa-Roma.

Le modalità del comportamento delittuoso denotano la particolare pericolosità di Tenerelli; infatti in quella occasione fu organizzato un vero e proprio assalto al treno da 7 soggetti, di cui alcuni armati, che fecero irruzione sul convoglio bloccando a terra il capotreno e il cuccettista per sottrarre alla cittadina cinese un quantitativo imprecisato di denaro in contante.

Tenerelli, colpito oggi da una misura di prevenzione patrimoniale definitiva, ha espresso sin dal 2001 una specifica e abituale inclinazione alla commissione di furti e rapine, ricavando le risorse finanziarie necessarie a garantirsi una straordinaria posizione economica.

Sulla base dei gravi indizi di pericolosità sociale riscontrati e dell’abitualità delle sue condotte delittuose, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno avviato una mirata indagine patrimoniale nei confronti del proposto e del suo nucleo familiare volta a verificare la coerenza del loro tenore di vita e del patrimonio posseduto con i redditi dagli stessi dichiarati.

Gli accertamenti patrimoniali hanno dimostrato che Tenerelli Nunzio, sin dai primi anni duemila, non ha mai dichiarato al Fisco il possesso di redditi in quanto risultava disoccupato pur palesando un’elevata capacità contributiva.

Nel corso delle indagini economiche è emerso che Tenerelli aveva la disponibilità di innumerevoli immobili acquistati ricorrendo a denaro contante; nei casi in cui risultava la stipula di mutui o l’emissione di titoli di credito, gli approfondimenti investigativi hanno dimostrato che i relativi pagamenti erano stati regolati in contanti.

I familiari, dal canto loro, in più circostanze sono risultati intestatari di comodo di unità immobiliari ed anche di un’attività imprenditoriale, costituita da un bar ubicato nel quartiere San Cristoforo di Catania.

E.F.

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Redazione

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