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Telefono Azzurro denuncia: Pokemon Go a rischio pedofilia

Il gioco Pokemon Go (articolo Biancavilla: il 15 luglio parte la caccia ai Pokemon) sta creando rischi in tutto il mondo. C’è gente che ha rischiato denunce per violazioni di domicilio, altri ancora hanno ritrovato cadaveri, infine, alcuni Pokemon sono stati ritrovati nel campo di concentramento di Aushwitz.

Inoltre, in Germania la polizia ha chiesto alla Nintendo di non inserire i Pokemon nelle aree sensibili. In Australia invece la polizia ha fornito alcune indicazioni ai videogiocatori. Si tratta di indicazioni generiche come prestare attenzione quando si gioca, ma ci sono anche indicazioni più specifiche, ad esempio viene specificato che per accedere ad una stazione Pokeball, sita in un commissariato, non è necessario accedere al distretto, ma è possibile “accedere” anche dall’esterno. Insomma una sorta di tutorial per i giocatori più accaniti.

In alcuni Paesi musulmani, come l’Egitto, non sono mancate le censure.
Nel paese dei “fast food delle armi”, ovvero gli U.S.A., alcuni cercatori sono stati raggiunti dai proiettili.

Ma il vero rischio arriva dall’Italia. Per l’associazione Telefono Azzurro l’app potrebbe essere usata per adescare minori. Secondo Ernesto Caffo, docente di neuropsichiatria infantile e presidente di Telefono Azzurro, l’app, annullando le distanze fra realtà ” standard” e realtà virtuale, potrebbe favorire l’adescamento di minori da parte dei pedofili. Sostanzialmente per il presidente di Telefono Azzurro i videogiocatori malintenzionati potrebbero portare i loro “colleghi di gioco” più piccini in luoghi appartati. Tutto questo magari con la scusa del “giochiamo insieme dai, ti trovo un nuovo Pokemon”. Eppure vittima del “giochiamo insieme dai” era anche il protagonista della canzone di Renato Zero “Qualcuno mi renda l’anima”, brano del 1974 che narra un caso di pedofilia.

Una volta infatti per i bambini era molto più facile imbattersi in casi di pedofilia perché essi stavano per molto tempo della giornata fuori dalle loro abitazioni. Se il problema è la pedofilia la scusante può essere una nuova specie di Pokemon, ma anche un aquilone rosso, in altre parole il problema non è la tecnologia, ma la pedofilia e l’assenza di alcuni genitori.

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