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Sicurezza centro storico. Telecamere e controlli mirati per contrastare prostituzione e abusivismo

Un servizio di videosorveglianza, la creazione di un’area di sosta in una zona “critica” e la raccolta di rifiuti differenziati porta a porta. Sono queste alcune delle soluzioni che l’amministrazione comunale ha avanzato per la risoluzione di alcune gravi problematiche che pesano sul centro storico e rafforzare la sicurezza.

La piaga della prostituzione.

Uno dei problemi che affligge da molto tempo i residenti è proprio la prostituzione. Infatti, sembrerebbe che al rientro a casa, in prima serata, molti genitori debbano coprire gli occhi dei propri figli a causa delle scene di sesso di cui il quartiere sarebbe teatro.

«Mi sono occupato di questa questione in seno al comitato di ordine e sicurezza -inizia Cantarella- dove, in seguito alle direttive del ministro Salvini, si è costituito un gruppo di lavoro anche con Guardia di Finanza, Carabinieri e Prefetto proprio per lavorare a questi annosi problemi che fanno si che quella zona vivi nel degrado. Ed è naturale che questo avvenga quando in una zona si favorisce la presenza di spacciatori e prostituite. Mentre se si applicano delle modifiche che riportano le famiglie nelle strade e nelle piazze è facile allontanare questo tipo di soggetto».

«Nei giorni scorsi parlavo con Luca Blasi, presidente della Sostare perché si potrebbe chiudere lo slargo dell’ex Banco di Roma con dei paletti di ferro e poi chiudere l’accesso con una sbarra. Sarebbe un intervento possibile nell’immediatezza per diminuire la presenza di prostitute e relativi clienti. Così questa zona diventerebbe un’area di sosta, piuttosto che disponibile a questi soggetti».

«Inoltre -ha continuato l’assessore- ho chiesto di accelerare l’iter. Blasi ha convocato una riunione in merito, per avanzare all’amministrazione comunale questa proposta e dunque procedere all’installazione di questi pali in ferro. Inoltre si stipulerà un contratto con la società telepass per trasformare questa zona in area di sosta e sottrarla a questo tipo di attività notturne».

San Berillo quartiere maggiormente a rischio.

«San Berillo è la zona più colpita dal fenomeno della prostituzione. Abbiamo istituto un gruppo di lavoro che controlli i proprietari degli immobili nei quali queste donne lavorano per poter arrivare a capire come vivono e come possono permettere di svolgere quel tipo di attività. Quindi abbiamo pensato di ripartire da una piccola ricognizione tramite l’ufficio anagrafe. Ai proprietari di questi immobili saranno chiesti i contratti di locazione. Questo lavoro sarà rivolto soprattutto a chi affitta gli immobili senza accertarsi di chi sia l’affittuario», conclude l’assessore.

Il tanto atteso sistema di videosorveglianza.

Per la disponibilità del sistema di videosorveglianza c’è in mezzo un bando emesso dal Ministero, nel quale la città rientra. Ma la data di arrivo dei finanziamenti è ancora ignota.

«In alternativa -propone Cantarella- potremmo pensare di adoperare, per il momento, le telecamere che usiamo per i rifiuti, ovvero nelle area dove si vanno quasi a formare delle discariche abusive. Dobbiamo capire se strategicamente ha un senso in quell’aria eseguire quell’operazione. E anche vero, che per visionare queste telecamere bisogna avere un’abilitazione e i soggetti abilitati a visionare i filmati sono pochissimi. Devono fare un concorso e avere una specifica autorizzazione».

«Abbiamo installato 35 telecamere per i controlli dei siti per i rifiuti ma abbiamo solo 2 uomini alla Polizia Municipale che possono visionare questi filmati. Se arrivano 30 cd potrebbero fare 7000 multe e ne fanno venti. Le telecamere rappresentano più un deterrente che uno strumento di repressione».

La contraffazione

«La contraffazione -dichiara l’assessore- è una delle priorità che l’amministrazione si è data. In zona Corso Sicilia abbiamo già fatto diversi bliz con l’ausilio della Guardia di Finanza , e non c’è più la bancarella ricolma di merce contraffatta proprio per timore del sequestro del materiale. Non c’è più quella offerta, primo vedevo 50 paia di scarpe .Ora ne vedo circa due sul cofano di una macchina».

«Anche perché il materiale contraffatto, oltre al prodotto non sicuro, è un’offesa nei confronti di chi ha una saracinesca aperta, paga le tasse e si vede una concorrenza illegale che li scavalca, con i quali non potrà mai competere».

La questione rifiuti

Il sistema di rifiuti crea criticità importanti da sempre.

Afferma Cantarella: «Stiamo già avviando un iter per lavorare per il porta a porta locale per la raccolta differenziata di tutto il territorio comunale. Così si potrà verificare che ogni famiglia effettui la raccolta differenziata e chi infrange le regole. Sarà finalmente possibile implementare quel 7,1% di differenziata che totalizza tutto il territorio comunale di Catania. Alla base c’è molta inciviltà».

«Inoltre, vi sono 30 mila tonnellate di rifiuti lasciati dai soggetti che vivono nelle aree limitrofe, nei paesi etnei da Acicastello, Mascalucia, Gravina e Misterbianco. Anche questo è un fenomeno che stiamo contrastando con la video sorveglianza e con i vigili che presidiano queste zone, per disincentivare questi “pendolari”della spazzatura. Diamo 3milioni al mese alla ditta che svolge questo servizio e 1milione per la discarica. Se incrementassimo la differenziata, potremmo risparmiare consistenti somme».

«Non sono situazioni che si risolvono dall’oggi al domani, ma pian piano con le forze che mettiamo in campo in sinergia ci permetteranno in un tempo medio-lungo di risolvere questi problemi» ha concluso l’assessore.

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