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Tecnis: Entro metà febbraio la consegna dei lavori relativi a sei opere pubbliche

Catania – Entro la metà del mese di febbraio 2017 verranno consegnati i lavori relativi a sei opere pubbliche eseguite da Tecnis. Per alcune di queste la consegna era in dubbio poiché già ereditate in perdita da altra società ma poi rilanciate dalla gestione Tecnis. Un risultato reso possibile dal fatto che gli operai hanno continuato a lavorare in regime di perdita (soprattutto nei cantieri che originariamente erano gestiti da ex partner societari) , sia per senso di responsabilità civica, sia per gli interessi sociali  legati all’Ospedale San Marco di Librino, al completamento della Metropolitana di Catania e del Porto di Genova.

Lo comunica il segretario della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio, a seguito dell’incontro tra sindacati e il commissario straordinario del gruppo Tecnis  tenutosi mercoledì scorso; nel corso del faccia a faccia “sono emersi parecchi elementi che ci fanno ben sperare – dice Pistorio- nella definitiva messa in sicurezza e nel rilancio delle attività del colosso catanese delle costruzioni e ciò lo si deve anche alla determinazione del complesso degli elementi in gioco e alla attenta gestione giudiziaria. L’impegno per il completamente nei tempi previsti di queste opere è stato più che straordinario. Da giugno ad oggi, infatti, il numero degli occupati nel complesso delle attività di Tecnis è passato da 491 unità alle 535 di oggi che è pari al 15%, registrando un incremento della produzione mensile che è passato da cifre prossime allo zero agli attuali 7 milioni di euro. I fornitori stanno regolarmente rifornendo i cantieri, e questo è segno che anche tra i fornitori è tornata la fiducia nella ripresa delle attività”.

Il completamente dei lavori della Metropolitana nei tempi previsti permetterà alla stazione appaltante FCE di ottenere nuovi finanziamenti e quindi di mandare in appalto in breve tempo circa 600 milioni di euro per il definitivo completamento della tratta che va dal Comune di Misterbianco all’Aeroporto di Catania, “generando  così nuova ricchezza per tutto il territorio”, sottolinea il segretario della Fillea.

La prossima consegna dell’Ospedale San Marco potrà invece consentire un diverso utilizzo dell’area che verrà liberata per lo spostamento del complesso ospedaliero del Vittorio Emanuele e per la realizzazione di un Campus Universitario, nonché di tutta una serie di nuove attività che permetterebbero l’intera rigenerazione del quartiere Antico corso.

Per  i mesi a venire, potrebbero essere ben 8  i nuovi cantieri in fase di start-up che per un complesso di 800 milioni di euro di nuovi lavori, “mentre sul fronte dei fornitori ci è stato detto che i soci, per loro conto, stanno facendo delle azioni per alleggerire l’indebitamento complessivo mettendo a disposizione anche il loro patrimonio personale e che tale azione sta risultando particolarmente efficace. Resta chiaramente da definire a chi verrà affidato il destino di tutti i lavoratori che ancora devono ricevere le mensilità arretrate relative ai mesi di gennaio e febbraio 2016 (periodo precedente all’amministrazione giudiziaria) e di tutti coloro i quali non lavorano più per Tecnis e devono ancora ricevere i TFR”.

La Fillea Cgil di Catania  chiede con forza all’amministrazione giudiziaria, agli enti appaltanti e alle istituzioni, di fare il possibile affinché rientrino nella disponibilità dell’azienda le entrate straordinarie che permetterebbero l’ immediato pagamento delle spettanze e  degli eventuali 5 milioni di euro relativi alla revisione prezzi “caro acciaio” da parte di Anas (c’è in atto un decreto ingiuntivo ma le somme sono bloccate per un contenzioso da risolvere con la Corte dei Conti) nonché il “Premio di accelerazione” di 11,8 milioni di euro  che dovrebbe essere riconosciuta all’Autorità Portuale di Genova per la più che probabile consegna anticipata dei lavori. Il prossimo appuntamento sarà l’ incontro con il MISE nel corso del quale per i sindacati sarà possibile avanzare proposte relative alla salvaguardia del lavoro e dei diritti maturati.

“Siamo fiduciosi per il futuro del colosso delle costruzioni catanese- conclude Pistorio-  che tanto deve anche all’operato della Amministrazione Giudiziaria, dei suoi coadiutori e del Tribunale di Catania”.

 

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Redazione

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