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Teatro Stabile, informazione deviata e disprezzo della democrazia

Venerdì 8 maggio, di mattina, il Consiglio Comunale di Catania, organo democratico di rappresentanza della città, ha approvato un ordine del giorno con il quale si sono chieste le dimissioni del Presidente del Teatro Stabile, Nino Milazzo, e di tutto il Consiglio d’Amministrazione del Teatro.

La città di Catania sfiducia l’amministrazione del suo Teatro. Una notizia. Un fatto politico importante. Non fosse altro che le vicende disastrose del Teatro Stabile, grazie alla mobilitazione e al coraggio dei lavoratori, è sulle pagine dei giornali da anni. Mancanza di fondi, stipendi non pagati, continui disinvestimenti, mancati riconoscimenti.

Ma ecco che succede una cosa incredibile, un vero e proprio atto di regime. La notizia della votazione viene riportata esclusivamente dai giornalisti presenti in Aula consiliare al momento del voto. L’Ufficio Stampa del Comune di Catania, organo pagato dalle nostre tasse, gestito da impiegati comunali, vincolato a fornire tutte le informazioni su ciò che l’istituzione comunale fa, dagli uffici al Consiglio, alla Giunta, nella serata dell’8 maggio invia un comunicato stampa nel quale non riporta neanche per sbaglio ciò che è accaduto la mattina in Consiglio.

Il Comunicato dell’Ufficio Stampa infatti riporta solo le dichiarazioni del Sindaco, Enzo Bianco e dell’Assessore al bilancio, Girlando, nelle quali si esprime piena fiducia e apprezzamento per l’operato del Presidente del Teatro Stabile e di tutto il Consiglio d’Amministrazione. Nessuna parola su ciò che è effettivamente successo.

Ma ecco che arriva pure la ciliegina sulla torta. Jacopo Torrisi, vicepresidente del Teatro Stabile ma anche vicesegretario del Partito Democratico di Catania (sì, proprio quello che non è riuscito a presentare la lista del PD alle comunali di Tremestieri), nella sua qualità di vicepresidente del Teatro invia un comunicato stampa a nome del cda dello Stabile nel quale ringrazia l’amministrazione comunale per la fiducia accordata. Applausi.

I problemi del Teatro nascosti sotto il tappeto. L’organo eletto dal voto democratico della città censurato. L’Ufficio Stampa del Comune usato come strumento di regime.

Ma non basta la denuncia di ciò che è successo. Immediatamente chiederemo alla Dott.ssa Antonina Liotta, responsabile trasparenza e anticorruzione del Comune di Catania di spiegare come tutto ciò possa essere successo e di avviare le doverose indagini sul funzionamento dell’Ufficio Stampa. Inoltre chiederemo ai responsabili dell’Ufficio Stampa di spiegare alla città tale atto di censura. Chi ha voluto censurare? Com’è possibile che dipendenti del Comune chiamati a raccontare i fatti che avvengono nelle Istituzioni comunali abbiano potuto rimuovere un fatto così importante? Chi ha scritto quel comunicato?

Può sembrare un fatto marginale ma non accetteremo mai, nel silenzio, l’arroganza del potere.

 

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Matteo Iannitti

Nato nel 1988. Rappresentante del Movimento politico Catania Bene Comune, già candidato Sindaco di Catania. E' stato componente dell'Esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti.

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