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Teatro Massimo Bellini: fondazione?

Ecco quali prospettive.

Teatro Massimo Bellini. Un emendamento approdato in V Commissione Cultura all’ARS irrigidisce i sindacati che nei giorni scorsi avevano incontrato il Presidente della Regione Nello Musumeci allo scopo di salvare il futuro del teatro e dei lavoratori.

Emendamento conversione in fondazioneTeatro Massimo Bellini: quale destino?

 

Teatro Massimo Bellini
Photo Credit: Paolo Sanguedolce

I sindacati si dicevano soddisfatti al termine della seduta preliminare. Sembravano infatti condividere l’intenzione di valutare la conversione del Teatro Massimo Bellini in Fondazione Lirico Sinfonica. Nessun tavolo di lavoro, tuttavia, è stato programmato per analizzare la validità di una ipotesi che oggi appare come una ferma volontà della Regione Siciliana.

La conversione in sé non prevede costi, ma i finanziamenti necessari alla copertura degli oneri gestionali del 2021 restano ancora a zero. D’altronde, potrebbe trattarsi di un intervento successivo alla conversione.
La scadenza più imminente è prevista per il 29 giugno, data ultima per la presentazione del bilancio del teatro.

Cosa sono le Fondazioni lirico sinfoniche

Le Fondazioni lirico sinfoniche sono enti di diritto privato disciplinate dal D.Lgs. 29 giugno 1996, n. 367. La misura è stata proposta per favorire l’acquisizione di risorse private in aggiunta a quelle statali provenienti principalmente dal Fondo unico per lo spettacolo.

Se da un lato risolveva il problema della certezza delle risorse a copertura dei costi correnti, dall’altro lato non prevedeva incentivi per attrarre sponsor privati in questo sistema di finanziamento misto.

La criticità è stata parzialmente superata nel 2013 con il Decreto Valore Cultura attraverso un plus del 5% dal Fondo dello spettacolo per le fondazioni che avrebbero chiuso in pareggio il loro bilancio.
La premialità si sommava al fondo fissato a 75 milioni di euro per le fondazioni che presentavano un piano industriale di risanamento, riducendo fino al 50 per cento del personale tecnico amministrativo, razionalizzando il personale artistico, previo accordo con le associazioni sindacali.

Ciononostante, le fondazioni hanno dimostrato di non avere le competenze gestionali adeguate per attrarre fondi. Di conseguenza, insieme alla progressiva riduzione dell’entità dei finanziamenti pubblici, gli studi che vedremo più avanti, accertano il persistere della crisi finanziaria e di produzione delle fondazioni lirico sinfoniche sul territorio nazionale.

Come sono strutturate le Fondazioni lirico sinfoniche

Il Titolo III del D.lgs. 367/2006 stabilisce che lo statuto delle fondazioni lirico sinfoniche deve prevedere i seguenti organi:

  • Presidente. L’incarico spetta di diritto al sindaco del comune nel quale ha sede la fondazione. Oltre a essere il legale rappresentante dell’ente, convoca e presiede il consiglio di amministrazione curando l’esecuzione delle sue deliberazioni. Diverse sono state le critiche mosse verso questa norma che rischia di generare ingerenze politiche nelle nomine e nelle assunzioni.
  • Consiglio di amministrazione. È composto da sette membri, tra cui il presidente, un rappresentante del governo e uno della regione. Il mandato ha la durata di quattro anni. Il Cda approva le modifiche statutarie e i bilanci. Nomina e revoca il sovrintendente. Approva i programmi di attività artistica da lui predisposti. Stabilisce gli indirizzi di gestione economica e finanziaria, elegge il vicepresidente ed esercita ogni altro potere non attribuito ad altri organi.
  • Sovrintendente. La scelta ricade tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore. Partecipa alle riunioni del consiglio di amministrazione con diritto di voto. Nel rispetto dei programmi approvati, il sovrintendente dirige e coordina l’attività di produzione artistica e le attività connesse e strumentali. Sentito il consiglio di amministrazione, nomina e revoca il direttore artistico o musicale.
  • Collegio dei revisori. È composto da tre membri effettivi ed un supplente di nomina governativa. Il collegio dei revisori è preposto alla vigilanza sull’amministrazione dell’ente.

Analoga è la struttura dell’Ente Regionale Lirico Sinfonico “Teatro Massimo Bellini” delineata con la L.R. 16 aprile 1986, n. 19  e successive modifiche e integrazioni.

Fondazioni lirico sinfoniche: ecco la situazione economica attuale

Sono 14 le fondazioni lirico sinfoniche presenti sul territorio nazionale, collocate in prevalenza al nord Italia. La fondazione lirico sinfonica che gode di ottima salute economica e finanziaria in misura maggiore è il Teatro la Scala di Milano. Segue il Teatro dell’Opera di Roma. Tuttavia, sebbene la dotazione patrimoniale ammonti a 6 milioni di euro, è ben lontano dalla copertura del debito accumulato dalla fondazione, pari a 50 milioni di euro.

A rivelarlo è la seconda relazione semestrale 2018 del commissario straordinario delle fondazioni lirico sinfoniche: delle 14 fondazioni lirico sinfoniche presenti sul territorio nazionale, è bene ricordare che 9 sono sottoposte a commissariamento.

Criticità economiche e finanziarie delle Fondazioni lirico sinfoniche

Le conclusioni del commissario al secondo semestre 2018, rivelano infatti “un complessivo avanzamento del percorso di risanamento in atto” ma anche “risultati economici del tutto insufficienti a generare risorse al servizio del debito e agli investimenti per lo sviluppo”.

Il commissario straordinario, l’avv. Gianluca Sole, intercetta il problema principale sul modello di governance delle fondazioni lirico sinfoniche che andrebbe ripensato sia sul piano strutturale che procedurale per assicurare uno snellimento gestionale e indirizzare le fondazioni verso orientamenti più imprenditoriali.

“La portata dei trend – inoltre, secondo il commissario – non è tale da far prevedere, ragionevolmente, il raggiungimento dell’obiettivo dell’effettivo riequilibrio finanziario e patrimoniale nel breve periodo: obiettivo che appare per quasi tutte le fondazioni ancora distante“.

Pertanto, risulta “allarmante il livello delle esposizioni debitorie, che in taluni casi non hanno alcuna proporzione con i patrimoni netti delle fondazioni”, risultando nel complesso ancora negativi.

Iniziative in extremis per rispondere alla crisi

Il commissario straordinario, nell’avanzare iniziative mirate a intervenire sul debito e sul fabbisogno di ricapitolazione delle fondazioni, suggerisce la ricerca di nuovi soci nel settore privato per assicurare maggiore sostegno finanziario per affrontare la persistente crisi.

Inevitabile, perciò un ulteriore sostegno alle fondazioni lirico sinfoniche per il loro risanamento effettivo e stabile, quali strumenti di finanziamento agevolato per rispondere al debito residuo che continua a gravare sulla condizione di molte fondazioni.

Di rilievo è la necessità di una revisione normativa sul Fondo unico per lo spettacolo. Secondo il commissario, occorre “stimolare comportamenti virtuosi e più manageriali sotto il profilo gestionale” giacché persiste “l’esigenza di una corretta programmazione strategica delle attività”.

Contestualmente, si fa strada l’esigenza di disciplinare in maniera organica i lavoratori delle Fondazioni lirico sinfoniche sollevata da importanti divergenze delle ordinarie regole del Diritto del Lavoro sulle prestazioni artistiche.

Teatro Massimo Bellini, incognite persistenti

La situazione in cui versa il Teatro Massimo Bellini non è affatto felice e a prescindere dai tagli apportati dalla finanziaria regionale. Il bilancio di previsione del triennio dal 2018 al 2020, nascosto e accessibile solo a chi sa il fatto proprio, chiude in pareggio.

A restare un mistero sono diverse voci nel dettaglio. Si tratta di voci indispensabili per avere contezza sulla situazione economica e gestionale dell’Ente regionale degli ultimi anni rispetto ai debiti contratti e alle produzioni portate in scena. Dati che non sono giuridicamente necessari al bilancio preventivo, ma che non vengono riportati alla sezione “trasparenza” nel sito istituzionale del teatro.

Irreperibili risultano infatti i ricavi totali: il numero degli spettatori rispetto ai posti disponibili, i ricavi della biglietteria (biglietti e abbonamenti) sui ricavi totali, i ricavi della biglietteria e gli spettatori per alzata. Incognite sono poi le spese di marketing e i contributi privati sui contributi locali (comunali e regionali).

Non si conosce il numero delle alzate totali e i relativi costi totali e per ogni singola alzata con i relativi margini di produzione.

Assenti sono poi i costi del personale e di produzione degli spettacoli portati in scena al Teatro Massimo Bellini.

Il patrimonio netto e il debito totale nonché la condizione dei crediti e dei crediti sui ricavi.

Sostegno dei privati: soluzione salvifica per il Teatro Massimo Bellini?

Se l’intenzione da parte della Regione Siciliana è di convertire il Teatro Massimo Bellini in Fondazione lirico sinfonica per trovare appoggio e sostegno dallo Stato e dai privati, le prospettive non sono delle più entusiasmanti. A dimostrarlo, la seconda relazione semestrale 2018 del commissario straordinario delle fondazioni lirico sinfoniche presenti sul territorio nazionale.

Tra l’altro, in questi anni abbiamo appurato che pur avendo a disposizione uno strumento di mecenatismo utile a incentivare la partecipazione dei privati, l’esperimento è miseramente fallito. Anzi, nessuna riposta è giunta sulle anomalie riscontrate che potrebbero ricondurre a irregolarità per ART BONUS.

L’incertezza sulla reale efficacia della conversione del Teatro Massimo Bellini risiede principalmente sulle possibilità di attrarre finanziamenti privati.

Quale privato avrebbe il piacere di essere coinvolto nella gestione di un ente presieduto dal sindaco di un Comune in dissesto e da una Regione che sul piatto, per il 2021 prevede zero euro per il Teatro Massimo Bellini? Che si tratti di Fondo Unico per lo spettacolo nazionale, come abbiamo visto, o regionale, la situazione cambia poco.

FURS
Fondo unico regionale per lo spettacolo – Legge di Bilancio 2019

Ma soprattutto permane l’incognita dei lavoratori. Se la conversione in fondazione prevede tagli al personale, quale risposta riceveranno i precari ai quali era stato promesso un collocamento? E i lavoratori prossimi al pensionamento? Chissà.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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