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Teatro Bellini. Flash mob in Piazza Stesicoro

Il concerto in piazza contro la crisi. Pogliese ottimista, i lavoratori meno. La ricetta di Petrozziello: «Fare un concerto ogni 3 giorni».

È durato poco meno di un’ora il flash mob dei dipendenti del Teatro Bellini in piazza Stesicoro. Accompagnato dall’orchestra schierata ai piedi della statua dell’artista catanese, il coro diretto da Giuseppe Petrozziello ha allietato i passanti con varie arie.

Pogliese: «Per il Teatro Bellini 350 mila euro dalla Città Metropolitana»

La protesta sull’incertezza del futuro dell’ente è insostenibile per i lavoratori che attendono risposte chiare ed esaustive dal mondo politico e soprattutto dalle istituzioni. «Basta chiacchiere!», grida un sostenitore del Teatro Massimo Bellini pochi istanti prima dell’inizio delle esibizioni. Il sindaco di Catania Salvo Pogliese, intervenuto rapidamente ha rimarcato l’impegno della Città Metropolitana per salvare il Teatro. «Abbiamo inserito all’interno del bilancio 2019, 350 mila euro. L’ultimo contributo erogato e materializzato nel 2010 è stato di 100 mila euro. Dopo 9 anni di assenza, la Città Metropolitana darà un segnale coerente. Poi, la sinergia con la Regione Siciliana è assoluta. Con il presidente Musumeci saranno trovate le risorse per dare serenità ai lavoratori e ridare alla nostra città un ente lirico di valenza internazionale».

“Sempre meno soldi e nessuna certezza per i precari”

Laura Farnesi e Cristina Prandolini, flautista e professoressa di fagotto al Teatro Bellini non sono invece ottimiste. Provenienti dalla Romagna, hanno un contratto a tempo determinato da 14 e 16  anni. Farnesi a raccontato ai microfoni de L’Urlo che «I contratti sono via via diventati sempre più stretti. Ultimamente pure a periodi di un mese o addirittura di una settimana. Io rimango qua perché credo in questo teatro, però dalla Regione vedo che non c’è nessun interesse».

La Prandolini dice di essere stata attirata a Catania dalla notorietà e dal livello del Teatro Bellini. «Trovarsi ora a 50 anni in questa situazione non è facile», lamenta la professoressa di fagotto. Entrambe dicono che se è vero che daranno “qualche soldo al Teatro, saranno sempre meno”. Poi continuano: “Devono sistemare questa situazione del precariato alla luce del fatto che molte persone cominciano ad andare in pensione e lasciano posti che non vengono ricoperti. Così il Teatro morirà comunque”.

La ricetta di Petrozziello: «Fare un concerto ogni 3 giorni»

Per il maestro del coro del Teatro Bellini, Luigi Petrozziello, intervistato da L’Urlo, «Bisogna andare in Teatro e lavorare, aprire le porte dello stesso al pubblico e fare almeno un concerto ogni tre giorni. Sia il coro che l’orchestra». Per Petroziello, si può sviluppare anche il turismo musicale. «Con la bellezza che ha la Sicilia basterebbe creare dei collegamenti con coloro che potrebbero essere i veicoli musicali. Noi abbiamo un Teatro che è la gloria della città con una storia mirabile”. Infine, il maestro del coro del Teatro Bellini commenta il momento: «C’è una forma d’inerzia culturale in tutta l’Italia. Dipende dalla mala politica e troppa burocrazia. Le forze vive della cultura ci sarebbero nelle città italiane. La cultura c’è, bisogna liberarla dalle catene».

 

 

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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