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Cronache

Teatro Bellini, disattesi gli accordi con i lavoratori

Dopo tanto tempo continuano a essere disattesi gli accordi con i lavoratori del Teatro massimo Bellini di Catania, che rimarranno senza lavoro. L’ultimo, firmato a ottobre, prevedeva due tranches di contrattualizzazioni, una per il periodo ottobre/dicembre, l’altra per il periodo gennaio/luglio. A distanza di due mesi dalla firma posta dal capo di gabinetto Giuseppe Spampinato e dal soprintendente Roberto Grossi alla presenza dei lavoratori e del sindacalista Snalv Antonio Santonocito, le carte in tavola sembrano cambiate. Dalla scadenza di oggi sono stati fatti contratti di prolungamento soltanto a metà dei lavoratori precari, circa una dozzina, e soltanto per il mese di gennaio a differenza di quanto promesso. All’altra metà il contratto partirà da giorno 9 e si concluderà alla fine di gennaio.

A tutto questo però si aggiunge un bando per la ricerca, a tempo determinato, “per le esigenze di produzione 2017” si legge sul bando pubblicato dal teatro catanese. Una vera beffa secondo i lavoratori che ricoprono le stesse mansioni ricercate. Si parla infatti di falegnami, fabbri, macchinisti di palcoscenico, truccatori, calzolai, parrucchieri, sarti e tutte quelle figure professionali necessarie alla produzione teatrale. “Ma perché prima disattendono l’accordo firmato e poi non ci chiedono di ricoprire questi ruoli nonostante abbiamo le qualifiche richieste e abbiamo dato disponibilità? Insomma – dice Salvo Agosta in rappresentanza di tutti i lavoratori – invece di usare forze interne che da anni chiedono di essere considerate quali sono, cioè forza lavoro necessaria al funzionamento del teatro, ci prendono in giro e viene il dubbio che lo facciano per fare lavorare qualcuno a loro vicino”.

“Un comportamento inaccettabile che non fa certo bene al teatro e alla città”, dice il segretario regionale dello Snalv Confsal Antonio Santonocito. “È scandaloso che dopo tutti questi anni e dopo tanti accordi siamo ancora ai blocchi di partenza. Sembra una situazione gattopardiana per cui tutto rimane sempre uguale. Non possiamo fare passare in sordina una tale indecenza che porta per queste famiglie e un ulteriore capodanno d’incertezza e delusione”, conclude Santonocito.

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Redazione

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