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Teatro Bellini, dal maestro Josè Cura solidarietà per i dipendenti

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Il direttore d’orchestra Josè Cura al momento del suo discorso al pubblico.

Parole di solidarietà ai lavoratori quelle pronunciate dal direttore d’orchestra Josè Cura, che ieri era al Teatro Massimo Bellini di Catania per dirigere il concerto sinfonico-corale. Dopo la prima sonata, il maestro si è rivolto al pubblico, commentando la situazione che vede i dipendenti stabili in attesa di 4 mensilità ancora non pagate e gli stagionali invece chiamati a lavorare senza alcuna continuità.

“Questi ultimi giorni – afferma Cura – ho condiviso con professori, artisti del coro, macchinisti momenti bellissimi di amicizia, pranzi, arrabbiature anche: è normale, siamo a Catania. Ho condiviso preoccupazione non solo per gli stipendi arretrati di più mesi: vuol dire affitti, famiglia, bambini, vita quotidiana. La preoccupazione è anche per il futuro: siamo tutti pronti per fare sacrifici per il futuro, finchè il futuro ci prometta qualcosa, ma se è nero, con un presente nero è una combinazione devastante.”

Attualmente si aspetta che la deputazione regionale catanese si riunisca la settimana prossima per discutere appunto sui tagli ai fondi destinati alla Cultura ed ai teatri della città. Per Antonio D’Amico, segretario genereale Fistel Cisl Catania “c’è una discriminazione tra le due parti della Sicilia (Palermo e Catania, ndr) e Catania abbiamo visto che con lo Stabile ed il Teatro Massimo Bellini sta pagando il dazio più grosso. Il sindaco ha sicuramente fatto la cosa più giusta: di chiamare tutta la deputazione da destra a sinistra, da M5s ad Articolo 4 e Pd, perchè lui deve avere le spalle coperte.”

Infine Josè Cura ha concluso: “Desideriamo il futuro del Teatro Bellini: che torni a essere il faro di cultura della Sicilia”. Per l’occasione e in segno di protesta e lutto per la “morte” della Cultura, i dipendenti ieri si sono esibiti portando addosso una fascia viola, colore della penitenza e dell’attesa secondo il rituale cattolico.

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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