fbpx
LifeStyleNews in evidenza

AAA vendesi teatro che non mi appartiene

Ornamento e splendor del secol nostro, Enzo Bianco, sindaco di Catania da più di tre anni, mette in vendita il nostro amato Teatro Coppola, primo storico teatro di Catania, per 240mila euro.

La reazione spontanea, accattivante e giustificatamente ironica del nostro teatro DEI CITTADINI (occupato da volontari il 16 dicembre 2011) riguardo questo tema, definito da loro stessi “drammatico, è  “Noi intanto ci facciamo un albergo, così magari vi trovate avanti col lavoro!”.

Creando un espediente artistico e  sfruttando al meglio l’unico portale globale capace di raggiungere tutti, le nostre  lavoratrici e lavoratori siciliani della cultura e dello spettacolo urlano al mondo cosa davvero può fare l’arte, registrando alcuni videoclip/spot pubblicitari e  presentandoci il nostro nuovo grandioso “hotel Coppola“.

Uno dei rappresentanti dell’assemblea del Teatro Coppola, che  tiene a mantenere l’anonimato, dichiara ” l’obbiettivo principale dei nostri videoclip non è preservare le 4 mura,ma difendere l’idea stessa della nostra occupazione, assolutamente autogestita, fuori dai lacci della burocrazia”.

Artisti, maestranze, operatori che rappresentano una forza unitaria, determinata a tramutare il lavoro in bene materiale da mettere a disposizione della comunità, rivendicano il pieno diritto alla cultura. I promo della stagione teatrale 2016/2017 procurano a primo impatto un superficiale riso, vista la natura esilarante e caricaturale della situazione (un compratore ed un muratore intenti a dare comandi sull’abbattimento di un muro dell’ottocento, con tanto di affresco) che poi si tramuta in coscienza e consapevolezza.

La finalità di tutto ciò è il tentativo di comunicare la grandiosità dell’esperienza dell’occupazione, che da parte delle “piovre che si stanno appropriando della città” non viene concepita. Mercificazione d’arte? Cultura in svendita? Valorizzazione del patrimonio sociale? Amore e bellezza? Privazione di esperienze strabilianti? Speculazione? Cosa davvero vogliono dirci questi slogan, che in pochi minuti riescono a scuotere la nostra psiche e la nostra dedizione? 6 stagioni di teatro, musica, arte e cinema rispondono a qualunque nostro dubbio.

L’assemblea variabile e multiforme che gestisce la nostra “casa d’arte” non si abbatte, sperando l’annullamento della messa in vendita. Le luci, i colori vintage, gli spezzoni, le frasi ironiche ed umoristiche attribuite a Pietro Antonio Coppola scherzosamente, le angolazioni, il bianco e nero, i vestiti eccentrici, che caratterizzano i filmati, fanno da sfondo ad un messaggio imponente e fondamentale:

“Il Teatro Coppola non è in vendita. Le mura lo sono.
Ma noi – NOI – siamo e saremo quello che siamo sempre stati: i cittadini di una città che non vi appartiene”.

I videoclip di cui si parla nel testo

[youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=rbMIZK-zwW8″ width=”500″ height=”300″]

Video Promo #4
[youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=VWXbuSBzJJk” width=”500″ height=”300″]

Video Promo #5
[youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=zO4cBcf-u_Y” width=”500″ height=”300″]

Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button