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Te lo dico in corsivo. Fabrizio Villa, perché?

A Catania mancano fotografi. Non se ne avvista uno nemmeno a pagarlo a peso d’oro! E sapete perché? Perché a Catania c’è Fabrizio Villa, che vi pare? Ma Fabrizio Villa sta più in cielo che in terra quindi, a meno che non siate dei rapaci…

Chi è Fabrizio Villa?

Certamente è un ‘fotografo impegnato’. Ad ispirarlo è il desiderio di documentare il disagio dell’animo umano e sociale. È talmente bravo che i suoi scatti sono stati pubblicati sul Corriere della Sera, Panorama, Famiglia Cristiana, Sport Week, Sette, il Venerdì di Repubblica, Gente, Oggi, Grazia, Focus, Geo, Der Spiegel. Villa vanta anche collaborazioni con agenzie internazionali quali l’Associated Press, la France Presse e l’agenzia Contrasto. Perciò, come possono altri eventuali fotografi competere con lui a Catania?

È talmente bravo che dal disagio dell’animo umano alle forze armate il passo è stato breve. Anzi, brevissimo!

Il calendario della Guardia Costiera

Presentato il 23 novembre scorso al Teatro Bellini di Catania, fiumi di carta stampata per il calendario realizzato hanno riempito di lodi e gloria il fotografo catanese autore degli scatti che immortalano la Guardia Costiera tra le bellezze monumentali e naturali, oltre che delle infrastrutture, del capoluogo etneo.

I suoi scatti alla Guardia Costiera piacciono, a chi lo ha ingaggiato probabilmente anche (a proposito: c’è stato un bando? Chi lo ha scelto? Come? E perché?), tutti sono felici e contenti e osannano il grande nome.

D’altronde, attendevano tutti con ansia questa presentazione dalla mole di like ricevuti sui post che annunciavano in pillole l’imminente consegna del lavoro. Foto postate e scattate prevalentemente in alta quota.

Un civile evidentemente autorizzato a usufruire di questi mezzi che appartengono all’Arma per degli scatti che avevano una precisa finalità. I proventi del calendario, inoltre, andranno in beneficenza quindi, probabilmente, non avrà visto il becco di un quattrino per questo lavoro: gli sarà bastata la grande vetrina che gli ha offerto l’occasione di esporsi ed entrare così nelle case delle persone.

Ma un post non sfugge al campanello d’allarme.

Sigla: “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai…” (cit)

“Venghino signori, venghino!”. Fabrizio Villa ha finito di realizzare una nuova serie di fotografie aeree da fare trovare sotto l’albero! La domanda sorge spontanea: queste fotografie quando le avrebbe realizzate Fabrizio Villa? Quando volava con la Guardia Costiera?

Lui ci vola sopra, scrive. Intanto la foto promozionale dove annuncia la serie in vendita sembra essere scattata in un altro momento, quando promuove il workshop sponsorizzato da Nikon. Sponsor che ricompare dopo 7 giorni nel post che mostra i cani del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza

Guardia di Finanza con Nikon o Guardia Costiera poco importa. Certo è che fa strano pochi giorni dopo la presentazione di un calendario, i cui proventi saranno devoluti in beneficenza, realizzato anche sui mezzi aerei di un corpo dell’Arma nazionale, vedere il fotografo pubblicizzare questi scatti aerei da vendere come possibili regali natalizi.

Tutto ciò sarebbe lecito se consideriamo che la messa in moto dei mezzi dell’Arma la pagano i contribuenti?

Qualcuno si potrebbe chiedere: “Quale altro impiego potrebbe farne Fabrizio Villa, se non cestinare gli scatti che non sono stati impiegati dai potenziali committenti?”

La risposta, nella sua banalità, è semplice. Esiste una Procura che con quelle foto potrebbe verificare le costruzioni abusive che sbucano come funghi sui tetti delle case nella nostra città.

Non vi pare?

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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