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Tassa di soggiorno, bloccato l’aumento. Laneri “Non ostacolino il turismo”

L’aumento di oltre il 150% sulla tassa di soggiorno ad Acicastello è stato momentaneamente bloccato. Una vittoria, ma molto amara, così come ammette Ornella Laneri, presidente di Confindustria Turismo Sicilia.

“Ciò che mi dispiace maggiormente –  dichiara –  e soprattutto ciò che mi sembra più assurdo è che il blocco sia avvenuto, non perchè hanno riflettuto sulle nostre parole, ma come risposta ad un nostro attacco. Noi albergatori dobbiamo stare sempre sul fatto, è impossibile distrarci anche un solo secondo. Purtroppo per loro, hanno trovato in me e in Nico Torrisi, non solo due albergatori che conoscono il territorio, ma anche voci istituzionali (nb: Nico Torrisi è presidente Federalberghi Sicilia)”.

A fine dicembre, il consiglio comunale dell’amministrazione guidata dal sindaco Filippo Drago aveva autorizzato, con 11 consensi, l’aumento a 2,50€ per notte della tassa di soggiorno nelle strutture alberghiere a 4 stelle. Un aumento considerevole, dato che risulta più alto di Taormina, meta sicuramente più rinomata, e a Catania è pari 1,50€

“La stessa cifra della tassa di soggiorno –  spiega la Laneri –  si trova a Courmayeur. In questo momento, Acicastello è ‘costola’ di Catania. Quando si organizza qualcosa a Catania, si utilizzano le strutture ricettive di Acicastello. Questo aumento spropositato, avrebbe portato gli organizzatori ad usufruire di strutture nella città etnea, facendo perdere l’introito pricipale del comune.”.

Decisione presa anche dopo un piccolo incremento di presenze turistiche nel 2014 “ma questo significa soltanto aver messo un cerotto nelle ferite create dalla crisi, non che sia passato tutto” dichiara Laneri. Per questo motivo, in qualità di presidente Confindustria Turismo Sicilia, ha richiesto l’apertura di un dialogo con Anci Sicilia per poter stilare delle linee guida per tutti i comuni.

Intanto il 3 gennaio, durante il tavolo tecnico con le associazioni di categoria per rivedere le decisioni fin qui prese, senza alcuna ufficialità, è stato scelto di eliminare la stagionalità e di inserire come quota fissa di tassa di soggiorno 1,50€, in linea con le altre città turistiche.

“In questo momento storico –  continua –  non possiamo permetterci di gravare su una famiglia, composta di 4 persone, di un’ulteriore quota di 10€, perchè potrebbe decidere di andare in una meta più conveniente e promettente. I turisti viaggiano low coast, scelgono personalmente i mezzi e gli alberghi. la quota di 1,50€ è un costo che si può affrontare, senza il rischio di affossare la scelta turistica”.

Ma allora, tassa di soggiorno si o tassa di soggiorno no?

“Personalmente – spiega –  io sono favorevole alla tassa di soggiorno quando questa viene utilizzata dal Comune per incentivare il turismo. Se la città è pulita, ben collegata e offre servizi allora va bene! Se serve perchè il Comune non  ha fondi, allora così non va, non si possono rimpinguare le casse con la tassa di soggiorno. Il comune, in fondo, non mette neanche in conto di bilancio il turismo: se non ci vuole aiutare, faremo da soli, ma che per lo meno non ci ostacolino“.

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