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TARI, approvato l’aumento del 15%. Lo chiamano adeguamento

Ore piccole in aula consiliare ieri sera. La tensione è alta perché sono tutti consapevoli che i provvedimenti avanzati e soggetti a votazione che si traducono con l’aumento della TARI al 15% non faranno piacere ai cittadini che hanno riposto le proprie speranze in questa amministrazione dopo la devastante esperienza targata Enzo Bianco. E il dissesto per oltre 1,6 miliardi di euro ne è la riprova.

Ma è stato eletto Salvo Pogliese e non Harry Potter, parafrasando il vicesindaco Roberto Bonaccorsi. Perciò le aspettative degli elettori dovranno scontrarsi con l’amara realtà che conduce a un vicolo cieco.

Perché aumenta la TARI?

Anzitutto è scaduta la convenzione con la discarica. Inoltre, l’aumento calcolato sulla tassa dei rifiuti servirebbe per sbloccare alcune risorse del fondo di tesoreria necessarie per pagare gli stipendi ai dipendenti comunali.

“Questa delibera – afferma il sindaco Salvo Pogliese con sincero rammarico – nessuno di noi l’avrebbe mai voluta predisporre e presentare all’attenzione di questo consiglio comunale”. E ammette: “Non è certamente il frutto di una scelta di questa amministrazione. È soltanto un atto consequenziale a quelle che sono le normative vigenti che impongono la copertura totale del servizio di raccolta dei rifiuti ripartito tra tutti i nostri concittadini”.

“Il costo del servizio quest’anno non è aumentato del 15%”, dichiara. E spiega: “Noi in realtà ci siamo limitati ad attuare un piano economico finanziario assolutamente corrispondente rispetto a quello che si verificherà durante quest’anno solare, coerentemente con quello che si è verificato nel 2018, laddove però, alcune previsioni inserite all’interno del bilancio 2018, si sono rivelate non coerenti con quello che poi è stato complessivamente speso”.

I conti portati in aula

Dati alla mano, nel bilancio preventivo il costo della discarica era stato immaginato che ammontasse a 10 milioni di euro. In realtà è stato di 18 milioni di euro. Il costo della raccolta è stato immaginato in 50 milioni di euro. In realtà si è concretizzato in 54 milioni di euro.

“L’unica voce di incremento reale che si è registrata – prosegue il sindaco – è quella del costo della discarica poiché vi era una convenzione vigente fino al 31 gennaio 2019 grazie alla quale veniva riconosciuto soltanto per il comune di Catania uno sconto del 15% rispetto al tariffario regionale”.

“Quest’anno ci è stato comunicato dall’azienda che gestisce quella discarica che quello sconto non poteva essere applicato. E quindi, avrebbe applicato il tariffario regionale come per i 160 comuni che vanno a conferire nel medesimo sito”. Ma il sindaco non è rimasto con le mani in mano. Infatti: “Dopo una trattativa siamo riusciti a fare applicare uno sconto del 5% rispetto a quello che ci era stato inizialmente comunicato, ma ciò comporta comunque un aggravio del 10% in più rispetto al costo complessivo del 2018”.

Un atto dovuto e propedeutico

“Io mi rendo perfettamente conto che chiedere ai nostri concittadini un esborso aggiuntivo del 15% rappresenta un sacrificio enorme, ma è un atto dovuto. Fra le altre cose, è un atto propedeutico per sbloccare 5 dodicesimi sull’anticipazione di tesoreria per noi di vitale importanza per potere pagare gli stipendi ai nostri dipendenti. Il TUEL impone di completare l’attuazione delle entrate proprie. Grazie al completamento di questo iter noi possiamo chiedere un’anticipazione aggiuntiva di 2 dodicesimi su base semestrale”.

Il sindaco perciò ribadisce che verranno mantenute le riduzioni e le esenzioni cercando di dare particolare attenzione per alcune categorie.

E il contrasto all’evasione continua. Si tratta di un’operazione capillare – spiega il sindaco – attraverso l’incrocio di banche dati che permetteranno di individuare coloro i quali sfuggono al controllo della macchina amministrativa, in modo da ampliare la platea dei contribuenti e ridurre entro due anni il tributo che oggi aumenta

Scacco matto. Il sindaco azzera l’opposizione

Il sindaco Salvo Pogliese con la sua presenza ha azzerato l’opposizione e messo a tacere “i ribelli” della maggioranza.

La votazione sull’aumento della tassa di soggiorno turistica e l’estensione ai villeggianti in locazioni a breve tempo, il giorno prima era sfumata con la bocciatura. E l’assenza forzata al rientro in aula da parte della maggioranza non aveva permesso la prosecuzione dei lavori interrotti, appunto, per assenza di numero legale.
La presenza del sindaco a Palazzo degli Elefanti ieri sera ha invece rimesso in riga i consiglieri presenti. Compresi quelli della maggioranza che non hanno risparmiato le legittime critiche sulla delibera. Da Paola Parisi (capogruppo di “In campo con Pogliese”) a Manfredi Zammataro (Diventerà Bellissima).

Per l’opposizione, il M5S ha fatto la propria parte: da Giovanni Grasso a Lidia Adorno, Valeria Diana e Graziano Bonaccorsi. Solo a parole, però. E facciamoci due conticini.

I consiglieri comunali sono in tutto 36. Presenti ieri sera, erano 20. In 15 hanno votato favorevolmente. Altri 5 hanno espresso voto contrario. Se al posto di votare contrari fossero usciti dall’aula, non sarebbe decaduto il numero legale? Certo, la questione si sarebbe solo protratta fino alla votazione. Ma in questo modo avrebbero realmente dimostrato le intenzioni di una opposizione oggi messa spalle a muro da Pogliese. E non solo! Avrebbero dimostrato al loro elettorato di essersi battuti per i diritti dei cittadini tentando di bloccare l’operazione che ancora non hanno spacciato per ‘spoglia Cristo e vesti Maria’ perché forse non ci sono arrivati.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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