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TAR Catania, verso un anno di «profonde incertezze»

Il 2015 sarà un anno di profonde incertezze organizzative, per la giustizia amministrativa: è la previsione del presidente del Tar di Catania, Salvatore Veneziano. Veneziano, che ha inaugurato oggi i lavori dell’anno giudiziario, nella sua relazione ha messo in luce i dati dell’attività del tribunale nel corso del 2014: “Sono stati definiti – ha spiegato – 8.544 ricorsi”. Sfiorato quindi il dato del 10% di diminuzione delle pendenze rispetto all’anno precedente, obiettivo indicato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa. “Risulta invece infranta – continua – la soglia psicologica delle 50.000 pendenze arretrate”.

Per ciò che concerne il futuro, il presidente ha delineato un “piano di riorganizzazione che prevede misure di ammodernamento e razionalizzazione della spesa e l’eventuale individuazione di sezioni da sopprimere, tenendo conto della collocazione geografica, del carico di lavoro e dell’organizzazione degli uffici giudiziari”. Piano, però, non privo di incertezze di natura operativa per via della prossima “piena entrata in funzione, dal primo luglio 2015, del processo amministrativo digitale con firma e depositi digitali, a seguito dell’emanazione delle relative norme tecniche”. Le nuove regole non distinguono tra giudizi già pendenti e nuovi ricorsi “e quindi, in assenza di modifiche normative, introducendosi accanto ai nuovi fascicoli interamente digitali anche quelli ibridi (parte in cartaceo e parte in digitale) per i giudizi già pendenti”.

Diverse, secondo il presidente, le incertezze sul personale considerato anche il pensionamento di circa 60 magistrati amministrativi, tra primo e secondo grado, compresi i presidenti di una quindicina di Tribunali amministrativi e un considerevole numero di presidenti di sezioni interne e staccate.

“È stata una battaglia che abbiamo vinto con il concorso di tutti dai parlamentari di ogni forza politica al mondo produttivo della Sicilia orientale, che in quei giorni hanno fatto fronte comune su nostra proposta e sollecitazione”, ha affermato il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ricordando l’impegno profuso da tutte le istituzioni cittadine quando la scorsa estate si corse il rischio che il tribunale amministrativo venisse soppresso. La sezione catanese, che serve cinque province siciliane su nove, “dal punto di vista dei carichi di lavoro, dopo quelli di Roma e di Napoli, è il terzo d’Italia”.

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Redazione

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