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Taormina FilmFest: non è solo la giornata di “Meredith”

Ellen Pompeo3Ieri a Taormina non è stata solo la giornata di Ellen “Meredith” Pompeo, letteralmente invasa da schiamazzanti fan di “Grey’s anatomy”. Ieri è stata anche la giornata in cui sono usciti fuori prepotentemente due bei film in concorso: si tratta di “Krisha” di Trey Edward Shults e di “Ausência” di Chico Teixeira.

“Krisha”, passato quasi inosservato a Cannes (e pertanto davvero complimenti a chi lo ha scovato e lo ha portato al Taormina Film Fest), si è rivelato una vibrante sorpresa. Si tratta di un film particolarmente intenso, reso tale da una regia, una recitazione, una colonna sonora ed una fotografia sopra le righe. Quando in un film si osa in tutti questi elementi, si corre il rischio che anche una sola di queste scommesse persa oscuri tutte le altre vinte: in questo film l’audacia è ripagata perché le scommesse sono tutte vinte.
Krisha, una donna quasi anziana, ricompare in famiglia dopo essersene allontanata per tanto tempo. Vive con angoscia questo ritorno e non troppo tardi si scoprirà il perché.
Qui entra in gioco subito un’architettura vorticosa che la regia, comunque sempre pulitissima, disegna. La telecamera non balla ma non è mai neanche troppa ferma, e sta sempre accanto alla protagonista; riproduce il disagio di chi girovaga in un ambiente estraneo e ha sia la smania di dimostrare qualcosa sia il timore di non riuscirci. Alla colonna sonora allora spetta rendere l’ansia: i rumori assordanti e martellanti della famiglia costituiscono un’armonia tutta americana che per Krisha non può che risultare fastidiosa e ingombrante. Eppure la donna inizialmente sembrerebbe ben accolta, se non fosse per il figlio Trey (interpretato dal regista) che evidentemente ha sofferto più di tutti il suo distacco e che si mostra freddo e visibilmente imbarazzato in sua presenza, e per il cognato Doyle, paternalistico “eroe” americano depositario di verità retoriche, che dopo una finta complicità la aggredisce rivangandole il passato. Ed allora il film cambia definitivamente pelle e si tinge di caldo e scuro(come il titolo di una stupenda canzone di De Gregori). Dalle ombre riemergono i fantasmi e il dramma si consuma. Il finale è una valle di lacrime, schiamazzi, urla, pillole; ma per neanche un secondo gli attori e le attrici (la protagonista, una sconosciuta Krisha Fairchild, è eccezionale!) dentro lo schermo risultano non credibili permettendo al film di scampare il tangibilissimo rischio di sfociare  nel patetico, nel banale o nel didascalico.

Il film sfiora temi come la depressione, l’alcolismo e più in generale le dipendenze, senza esplorarne troppo a fondo le cause. Non risulta, però, superficiale per questo; è anzi evidente che si tratti di una scelta di campo: concentrare più l’attenzione sui rapporti umani e su come questi possono essere compromessi dall’incapacità di comunicare

In “Ausência” le telecamere seguono invece passo dopo passo Serginho, prole del proletariato suburbano brasiliano. Il padre è fuggito via, la madre è alcolizzata, Serginho a quindici anni è costretto ad arrangiarsi lavorando al mercato di San Paolo. La sua vita assomiglia ad un deserto dove sussistono poche oasi: l’affetto per il fratellino, il suo migliore amico, la ragazza dai tratti orientali di cui è innamorato, un professore che ama come fosse un padre, ed il circo che va costantemente a visitare attratto dai trapezisti, i lanciatori di coltelli e i mangiatori di fuoco. Piano piano le difficoltà materiali e l’adolescenza cominciano a desertificare anche queste oasi e Serginho si troverà solo e smarrito.
Il film ha il merito di puntare i fari su un Brasile senza folklore, senza samba, capoeira, carnevali e partite di calcio. La regia è molto asciutta, non cede mai ad edulcorare con inclinazioni né poetiche né prosaiche il disagio che sta descrivendo. Questo rende il film molto rispettoso nei confronti dei suoi personaggi ma in alcuni passaggi arido nella narrazione. È invece decisamente degna di nota la prova di recitazione di questo ragazzino che fotogramma dopo fotogramma conquista l’affetto del pubblico.

Qui il calendario del programma di oggi: http://taorminafilmfest.net/il-festival/calendario/17-giugno.aspx

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