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Tabaccaio di AciCatena collabora con la polizia per far arrestare i suoi aguzzini Santapaoliani

Un tabaccaio di Aci Catena ha pagato 2.800 euro per avere restituite parte delle sigarette che gli erano state sottratte –  per un valore di 11mila euro – da un gruppo malavitoso collegato al clan Santapaola. Tutte le telefonate che faceva con i rapinatori erano però intercettate dalla polizia.

È il metodo cosidetto del “cavallo di ritorno”. Una estorsione, che prevede il pagamento di un riscatto da parte di chi ha subito un furto per riottenere ciò che è stato rubato.

Era stata la vittima a contattare Giuseppe Gurgone, 47 anni, e Giuseppe Rogazione, di 45, del gruppo di Acireale per fare da intermediari.

Questa mattina all’alba, su delega della Dda di Catania, la Polizia ha eseguito sei arresti. Assicurati alla giustizia nomi che farebbero riferimento ai gruppi di Cosa nostra del quartiere catanese di Picanello e a quello di Acireale-Aci Catena.

Gli arrestati

Antonino Caruso, (cl.1975), inteso “Tonino”, pregiudicato; Giuseppe Gurgone, 46 anni, pregiudicato; Carmelo Maimone, 55 anni, pregiudicato; Orazio Patanè, 36 anni; Giuseppe Rogazione, 45enne conosciuto come “Pippo”, pregiudicato, già detenuto, Rudy Veneziano, 40 anni, pregiudicato. Quindi, gli indagati sono “ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di rapina ed estorsione, con l’aggravante di avere commesso il fatto facendo parte dell’associazione mafiosa clan Santapaola – Ercolano (gruppo di Picanello e gruppo di Acireale – Aci Catena) e con l’aggravante mafiosa”.

F.F.

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Redazione

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