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Syriza non è il successo di un singolo, è un percorso contro l’austerità

La vittoria di Syriza in Grecia è un fatto clamoroso, straordinario, che ci consegna una nuova speranza. La Grecia, massacrata da anni di austerità, di tagli, di vincoli finanziari che hanno portato alla povertà l’intero Paese, ha deciso di ribellarsi, di smentire il mantra del risanamento economico e di dire con chiarezza che le vite delle persone valgono più degli interessi dei grandi gruppi finanziari, delle direttive della Banca Centrale Europea, delle imposizioni del Fondo Monetario Internazionale.

Non è stato il successo di un singolo, di un eroe, di un uomo della provvidenza. È stata la vittoria di un partito politico della sinistra anticapitalista, ecologista e femminista che ha saputo aggregare le forze sociali che si sono opposte, negli ultimi anni, alle scelte politiche recessive e antisociali del centrodestra e del centrosinistra greco.

Si tratta di un risultato che parla all’intera Europa, un risultato che trascende le elezioni e ci consegna l’idea, fino ad oggi censurata o relegata a piccole resistenze scoordinate, che i vincoli finanziari, il risanamento economico, il pagamento del debito pubblico, la subalternità ai mercati finanziari non sono altro che gli strumenti che usa il potere per assoggettare interi popoli, per impoverire la società, per privatizzare ogni bene e servizio, per annientare la democrazia.

Per questo il trionfo elettorale di Syriza è importante anche per l’Italia. Il nostro Paese e i suoi ultimi Governi di larghe intese hanno mutato la società italiana facendo passare il messaggio, quasi unanimemente recepito, che i vincoli di bilancio, in tutte le loro forme, sono “leggi di natura” immodificabili, alle quali le Istituzioni pubbliche devono conformarsi, pena un fantomatico disastro. Il Partito Democratico, spesso sostenuto dai sindacati confederali, è stato il massimo rappresentante di questa ideologia plutocratica e neoliberista. Appare dunque evidente la necessità di costruire anche nel nostro Paese un’alternativa.

Tuttavia oggi il rischio è che le buone intenzioni sulla necessità di “fare come Syriza” vengano banalizzate e rinchiuse dentro un pericoloso politicismo. Da un lato si corre il rischio di concentrarsi più sul reperimento di uno “Tsipras italiano” che sulla costruzione di un movimento politico radicale e radicato nella società. Dall’altro è dietro l’angolo il pericolo di una discussione che invece di guardare ai programmi politici, alle battaglie e alle lotte da sostenere, si fossilizzi sui cognomi “illustri” da mettere insieme: Vendola, Civati, Ferrero, gli intellettuali della lista Tsipras.

La strada da percorrere, a mio parere, è proprio un’altra. Abbiamo la necessità di coordinarci, fuori da un percorso puramente elettorale, tra soggetti politici, movimenti, collettivi, energie singole nel campo della lotta e del conflitto contro l’austerità. Significa, a partire dai territori e dagli enti locali, costruire vertenze e lotte contro lo smantellamento dei servizi sociali, contro i tagli, contro i licenziamenti, per la democrazia, per i diritti e dentro queste lotte ribellarci all’austerità, rifuggire con consapevolezza i dogmi che oggi la Grecia ha infranto “soldi non ce n’è”, “ce lo impone l’Europa”, “lo impone la Regione”, “lo impone il piano di rientro”.
Lottare contro l’austerità infatti non può tramutarsi in una morbosa “esterofilia” rassegnata, in proclami da convegno, in buoni propositi smentiti nella pratica giornaliera della compatibilità. Lottare contro l’austerità significa invadere un Consiglio Comunale che per rispettare il piano di rientro devasta i servizi sociali, significa scendere in piazza contro l’aumento della tassazione per i più poveri e contro i licenziamenti, significa mettersi irrimediabilmente contro quei partiti e quegli amministratori che applicano le norme dell’austerità e difendono i vincoli finanziari.

Solo così saremo Syriza, saremo sinistra. Solo così potremo importare la speranza e, finalmente, vincere.

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Matteo Iannitti

Nato nel 1988. Rappresentante del Movimento politico Catania Bene Comune, già candidato Sindaco di Catania. E' stato componente dell'Esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti.

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