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Sul Quirinale cambiano i ruoli

Abbiamo il nuovo Presidente della Repubblica. Tanti i complimenti e le trasversali felicitazioni, per l’uomo e per il politico che Sergio Mattarella rappresenta: Siciliano, uomo dalla schiena dritta e imparziale costituzionalista. La cosa che più mi tocca è un’altra però, devo essere onesto, la strategia adottata da Matteo Renzi che, per la prima volta, riesce in un’impresa: far apparire il proprio partito, seppur irrimediabilmente lacerato al proprio interno, un monolitico blocco pensante. Ma soprattutto l’essere riuscito a mettere in grave difficoltà Berlusconi, dividendo al proprio interno Forza Italia. Pensare che una volta, in tempi non troppo lontani, situazioni come queste finivano sempre al contrario (vedi Prodi e i 101).

C’era il solito Silvio capace di aggregare tutti, spesso anche le anime più radicali, e un Pd diviso tra lotte intestine e personali. Stavolta le cose sono andate diversamente (per fortuna per l’Italia) e il maestro Silvio si è ritrovato sorprendentemente tradito a poche ore dalla prima chiama, senza una strategia, in assenza di un piano b, con un partito lacerato e con la sensazione di essere stato usato e sfruttato per l’approvazione di una legge elettorale che, senza i suoi voti, non sarebbe mai passata al Senato. Insomma queste elezioni, oltre a Mattarella, ci lasceranno l’immagine di un Berlusconi nelle inedite vesti di un ruolo appartenuto storicamente ai leader del centro sinistra: sconfitti e disgreganti. E Renzi nel ruolo di leader carismatico e imbonitore, capace di aggregare tutti nei momenti che contano, rimandando al giorno dopo le beghe interne e accentuando con la forza della vittoria le divisioni del proprio avversario.

Un giorno felice insomma, che spero non duri solo poche ore. Perché da domani riprenderanno i lavori parlamentari e allora lì, in quel caso, preferirei che, con estrema chiarezza, si rispettassero i ruoli storici. Che Renzi tornasse a fare il leader del centro sinistra, con politiche di sinistra, e Berlusconi tornasse a fare opposizione, con politiche di destra. Perché questo giorno potrebbe anche rappresentare una svolta positiva nel cammino politico del Pd ma potrebbe anche essere una felice parentesi. Lo vedremo nei prossimi giorni quando capiremo se il Nazzareno è effettivamente tramontato o se dopo tre giorni di caos risorgerà, magari più rigoglioso di prima. Intanto godiamoci questa bella vittoria, meritata per tutto il centro sinistra, lasciando al domani gli interrogativi di oggi. Così come ha ben saputo fare Renzi e il Pd tutto.

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Danilo Festa

Mi chiamo Danilo. Sono laureato in Scienze Politiche. Sono consigliere comunale e uno dei fondatori di #liberamotta. Faccio parte dell’Associazione Nìke e del comitato contro la discarica di Motta. Scrivo per il periodico “l’Alba”. Sono stato candidato a Sindaco del mio paese nel maggio 2014.

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