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Sudpress lancia rete antiquerela. L’Urlo aderisce

La premessa di Sudpress parte dall’ultima querela che ha fatto notizia nei giorni scorsi a Catania, ovvero quella presentata dal sindaco Enzo Bianco nei confronti di Matteo Iannitti e Marco Benanti “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” spiega in un editoriale Pierluigi Di Rosa, editore di Sud (che di querele pure ne ha “subite” e ne “subisce” a iosa).

La querela per diffamazione a mezzo stampa, indubbiamente, si trasforma in uno strumento intimidatorio, un deterrente per la libertà di informazione. Se da una parte il giornalista si può mettere con l’animo in pace in considerazione di pendenze infinite con la legge, dall’altro potrebbe anche ritrovarsi a temere di pagare risarcimenti danni enormi.

Risarcimenti del danno che peraltro vengono decisi con somma discrezionalità da parte dell’offeso di turno e del suo avvocato. Chi non da un valore infinito al proprio onore? Chi non aumenta la cifra per incutere ancora più timore?

Sudpress lancia quello che definisce uno strumento una rete antiquerela «Abbiamo ideato un dominio internet che sarà presto on line, www.reteantiquerele.it – spiega Di Rosa nell’editoriale – Su questo sito verranno pubblicati tutti gli atti relativi a querele chiaramente intimidatorie, a partire dagli articoli o comunicati oggetto della denuncia.»

“Così, chi andrà a querelare con lo scopo di intimidire gli autori saprà che i contenuti saranno immediatamente rilanciati dal sito dedicato e da tutti gli organi di stampa e blog privati aderenti alla rete.” L’Urlo aderisce al progetto di Sud chiedendo di essere associata all’associazione Rete Antiquerela che Sud annuncia di costituire, annunciando di dare spazio alle querele subìte dai colleghi associati.

«Verrà infatti anche costituito un comitato di garanti, formato da giuristi, che valuterà preventivamente quando si tratta di “querela temeraria ed intimidatoria”, attivando così la reazione della rete» si legge ancora su Sudpress

«I “querelanti per mestiere” sapranno che quanto vorrebbero nascondere intimidendo chi pubblica le loro scorrettezze, sarà diffuso in maniera virale. Compresi i relativi atti processuali, come ad esempio le “citazioni dirette” o ridicoli rinvii a giudizio a volte emessi per vile ossequio al Potere. Capita anche questo.»

Chiunque voglia aderire potrà scrivere [email protected].

 

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Redazione

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