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Stupro Piazza Europa. Sesso anche in questo sottoscala? – FOTO

Stupro Piazza Europa. Le indagini sulle presunte violenze alla 19enne statunitense, lo scorso 15 marzo, continuano. Si aggiungono altri elementi. La difesa sostiene che Agatino Valentino Spampinato abbia aiutato la ragazza che “non si sarebbe sentita bene” dopo i presunti abusi subiti. E dopo, dichiara un secondo rapporto sessuale consenziente in un sottoscala.

stupro sesso sottoscala

La difesa e la custodia cautelare

stupro sesso sottoscalaNonostante gli elementi della Procura, che hanno portato alla custodia cautelare in carcere dei tre imputati, la difesa ne sostiene l’innocenza. Secondo i legali dei ragazzi, non esisterebbe alcun aggravante alla violenza sessuale di gruppo. E nemmeno la violenza stessa, quindi lo stupro.
La giovane sarebbe stata “tranquilla e consenziente”, tanto da avere un secondo rapporto sessuale nel sottoscala di casa propria con uno dei tre.

Intanto, il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta della revoca della custodia cautelare in carcere. Così come ha respinto la possibilità degli arresti domiciliari. Adesso, si attende l’incidente probatorio richiesto dalla Procura al giudice per le indagini preliminari, Simona Ragazzi.
La studentessa statunitense tornerà nei prossimi mesi per cristallizzare la prova che accerti lo stupro di gruppo.

Il racconto di Spampinato e il sottoscala

stupro sesso sottoscalaCiò che emerge dal racconto di Agatino Valentino Spampinato è oggetto di ulteriori accertamenti. Secondo il 20enne incensurato, dopo la “sosta” nei pressi di Piazza Europa ci sarebbe stato dell’altro.
“Sono saliti tutti e 4 in macchina. Poi, Roberto Mirabella e Salvatore Castrogiovanni sono andati via, per recarsi a lavoro. Rimasti soli, Spampinato e la ragazza sono andati in un bar. La giovane non si sentiva bene, lui l’ha aiutata. Dopo l’ha riaccompagnata a casa, in motorino”, ha dichiarato in sua difesa il legale Giovanni Avila.

Secondo la versione del ragazzo, “si sarebbe consumato un secondo rapporto sessuale nel sottoscala dell’abitazione di via Firenze. Il secondo rapporto consenziente. È proprio dietro l’ascensore che i Ris hanno effettuato i rilievi”, ha continuato l’avvocato. Le tracce di liquido seminale ritrovate, però, non hanno ancora un Dna.

Dopo le analisi, occorrerà eventualmente stabilire le condizioni psico-fisiche della giovane. Considerando anche che la 19enne, prima dell’accaduto, avrebbe subito ulteriori violenze nel suo Paese.

Nonostante l’inferiorità di forze della giovane, rispetto a quelle congiunte dei 3 uomini, la difesa si appella agli accertamenti del Pronto Soccorso. “I tamponi erano inutili per provare l’avvenuta violenza. Sono state trovate tracce di Dna, a testimonianza di rapporti sessuali. Nessuno nega i rapporti avuti. Ma non sono stati trovati segni esterni di violenza. Nessuna ecchimosi”, ha dichiarato il legale.

Secondo la difesa, infatti, la ragazza avrebbe dovuto ribellarsi in maniera violenta. Una mancata reazione di questo tipo, piuttosto che alla paura, corrisponderebbe all’approvazione dell’atto.
Anche secondo l’avvocato Avila, tuttavia, “i segnali gps dei 4 ragazzi coinciderebbero con il luogo indicato”. Vicino Porto Rossi, alla stessa ora, tutti si trovavano nel medesimo luogo.

Le prove del presunto stupro sottoposte in aula


“Le riprese video trasmesse in aula sono chiare. Testimoniano in maniera evidente la violenza subita dalla mia assistita. Ha affermato più volte ‘non voglio’. Le viene risposto ‘sì che vuoi’. Il tutto mentre viene afferrata per i capelli. Nonostante li respinga, i giovani la costringono all’atto”, dichiara l’avvocato Mirella Viscuso.

Inoltre, “negli audio inviati all’amica dice chiaramente di non voler andare al mare. Chiede disperatamente aiuto all’amico Salvo, gli invia la sua posizione gps. Chiama più volte il 112, senza risposta. Dopo la violenza, esprime la sua rabbia nei confronti dell’amico che non l’ha soccorsa. E che oggi dichiara di non aver compreso la gravità della situazione”.

“Non ci si può affidare a testimonianze raccolte in locali notturni per provare uno stupro. Quando si denuncia un simile atto, occorre verificare se ci siano le condizioni per la configurazione del reato. I gravi indizi di colpevolezza ci sono, le prove sono schiaccianti. Così come tutte le prove della pericolosità sociale dei soggetti. Essi passano dalla fantasia all’atto, senza intermediazione della coscienza. Commettono uno stupro, lo riprendono con il cellulare, se ne compiacciono”.

 

Articolo vistato dal Direttore Responsabile

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