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Studenti in protesta a Catania – Foto

Studenti uniti in una grande manifestazione che ha attraversato le vie popolari della città, per urlare la loro insoddisfazione sulle politiche scolastiche attuate e sulla “vergognosa riforma della Buona scuola”. L’intento del movimento studentesco è ribadire che gli studenti non smetteranno mai di contestare un sistema scolastico mediocre e corrotto, basato sulla competizione del voto e sul nozionismo, che non permette il libero sviluppo delle capacità e delle predisposizioni dei singoli ragazzi, in cui la curiosità e la voglia di fare sono in realtà innate, ma non favorite da questa “fabbrica di omologazione” che è la scuola moderna. E’ importante ribadire che continuerà a proporre nelle scuole attività propedeutiche alla costruzione di nuove alternative insieme a tutti i componenti della comunità studentesca, affinché ogni membro di essa possa essere valorizzato ed aiutato a conoscere se stesso, e non giudicato da un limitato sistema di valutazione.

Non a caso il luogo dove è terminata la manifestazioneè stata piazza Stesicoro, uno degli spazi centrali più vissuti dalla movida catanese che ospita il famoso fast food McDonald’s, potente multinazionale coinvolta dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, attività imposta dalla riforma della “Buona Scuola”; mentre le piccole aziende fanno fatica a proseguire la propria attività il ministero dell’istruzione decide di dare tutto a chi ha già troppo.

L’alternanza scuola-lavoro, spiegano, è un sistema di sfruttamento non retribuito e di mercificazione dell’individuo: essa obbliga i ragazzi a passare i pomeriggi tra le mura scolastiche e a lavorare gratuitamente per le potenze industriali e, addirittura, per fast food capitalisti come il s McDonald’s, a discapito dello sport, dello svago e del tempo libero a cui tutti abbiamo diritto. Questo, quindi, rappresenta un gravissimo problema per la sua natura in sè e in particolare per gli studenti pendolari dipendenti dagli scadenti servizi di trasporto pubblici.

“La sostituzione di un ministro dell’istruzione che, sulla scia di chi l’ha preceduta, ha portato la scuola pubblica al declino è senz’altro una piccola vittoria per chi ha sempre lottato e fatto sentire la sua voce, ma non è di certo un punto di arrivo: sappiamo benissimo che qualunque sia il governo e qualunque siano i suoi ministri, essi rappresentano solo le marionette di lobby e di potenze globali (industriali e finanziarie), guidate da interessi economici che non riguardano certo noi, bensì la classe dominante.”

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Redazione

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