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StrEat Tour. La visita per la città in chiave enogastronomica

«Ho creato il lavoro da un’abitudine» quella cioè di far scoprire gli odori e i sapori del cibo di strada a Palermo agli amici stranieri, racconta Marco Romeo, ideatore dello “StrEat Tour”, un vero e proprio brand che offre un percorso culturale a 360° , da poco promosso grazie a Sicilying anche a Catania.

«Ho stampato dei volantini, ma il tutto è iniziato con degli articoli che parlavano del tour sul web, il che ha scatenato un passaparola anche su media importanti, un boom inaspettato. È stata, praticamente, pubblicità a costo zero».

Come si evince dal nome il tema principale del tour è appunto il cibo di strada, come il panino con la milza nel caso di Palermo o le cipolline a Catania. La peculiarità sta nel far sentire il turista “uno del posto”, il quale viene accompagnato in luoghi che solitamente non vengono proposti e promossi nei tradizionali tour, quelli cioè che si concentrano soprattutto sugli aspetti artistici delle città. Il target, generalmente, è il viaggiatore indipendente «chi si organizza da solo» afferma Marco.

Ad ogni turista viene consegnato un “Passaporto del mangione” che viene timbrato dopo aver conquistato ogni singolo assaggio per ogni tappa prevista, come i mercati tradizionali.

L’interazione con gli autoctoni è un aspetto importantissimo congiuntamente alla scoperta di quei luoghi particolarmente suggestivi per uno straniero, anche dal punto di vista del folklore.  «A Palermo – spiega Marco- di mattina li facciamo entrare nella “Taverna dello zio Totò” dove di solito ci sono solo gli anziani. Al termine del tour i visitatori ne sottolineano la leggerezza e ci ringraziano per l’opportunità di farli sentire persone del luogo perché grazie a noi scoprono posti dove da soli non si sarebbero mai fermati, per vari motivi come la lingua o per la difficoltà nel comunicare e cosi via. Hanno l’impressione di andare in giro con un amico e godersi quindi la cultura della città con una chiave in più, diversa rispetto alle altre».

Il fare siciliano, come l’essere particolarmente propensi alla gestualità o manifestazioni di gentilezza particolarmente calorose possono, forse, intimidire il glaciale visitatore del Nord Europa. Il quale, tuttavia, non può non emozionarsi di fronte al calore autentico di uno stile di vita quotidiano , e quindi anche del cibo, unico semplice e brioso allo stesso tempo.

 

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