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“Strage di Ustica. Ottantaduesima vittima: la giustizia”, il libro di Laura Picchi

“Un maresciallo radarista. Un capitano pilota. Un tenente colonnello pilota. Un’associazione antimafia intitolata a Rita Atria. Un viaggio spesso in solitudine di 36 anni irto di ostacoli enormi alla ricerca della verità sulla Strage di Ustica. Prove sparite, testimoni morti in circostanze tutte da indagare, il capitano Ciancarella radiato con la falsificazione della firma dell’allora Presidente Pertini. Chi e perchè ha commesso la strage di Ustica?

Mai come oggi ci chiediamo cosa sia accaduto il 27 giugno 1980 e quante verità e quante bugie di Stato sulla “Strage di Ustica”. Alle 81 vittime del volo I-TIGI IH870 aggiungiamo anche le vittime collaterali alla strage. Questo si chiede Laura Picchi nel suo libro “La Strage di Ustica- Ottantaduesima vittima: la giustizia” edito Elison Publishing al primo posto nella sezione saggistica.

Laura Picchi, laureanda in storia, socia dell’associazione antimafie Rita Atria, si batte con essa per la verità e giustizia alle vittime della Strage di Ustica, al Capitano Ciancarella, a Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, al Maresciallo Dettori e a Emanuele Scieri. Con una lunga e approfondita ricerca sugli atti processuali, prova a rispondere alle molte domande che in Italia ci si pone da quasi quattro decenni su uno dei più atroci crimini della storia italiana. Lo fa per amore della verità, dei compagni e delle compagne di lotta, delle vittime morte, forse uccise, e quelle vive che hanno perso tutto.

Una lettura che ci farà comprendere come chi desidera il raggiungimento della verità non può escludere nessuna ipotesi, ma evidentemente questo concetto non appartiene a questo Paese. Un Paese che sulla Strage di Portella della Ginestra ha ancora il segreto di Stato.

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