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Strage di Catenanuova, dopo 7 anni arrestati gli assassini

Sono stati arrestati oggi, dopo anni, gli esecutori della strage di Catenanuova avvenuta nel luglio 2008, quando venne ucciso Salvatore Prestifilippo Cirimbolo e ferito Maurizio Prestifilippo Cirimbolo con altre 5 persone, di cui una grave. I carabinieri di Enna, con i colleghi del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato SALVO Matteo e DI MARCO Nunzio con l’accusa di omicidio e tentato omicidio. Insieme a loro anche STRANO Santo, accusato oltre che della strage di Catenanuova, del ferimento di Angelo Drago e dell’omicidio Leonardi Prospero, con SALVO Giovanna Maria.

Tutti e quattro sono accusati anche di far parte di un’associazione mafiosa, facente capo al clan Cappello. Ad essere ricercato è il presunto boss Massimiliano Salvo, figlio di Giuseppe, più conosciuto come Pippu u carruzzeri, ed oggi ergastolano, e fratello del pluripregiudicato Giampiero, oggi ergastolano. Sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Orazio Cardaci ad associarlo al delitto di Prospero Leonardi.

Con la presente operazione, si completa il quadro delle responsabilità per la strage di Catenanuova. L’uccisione di PRESTIFILIPPO CIRIMBOLO Salvatore con un fucile automatico Kalashnikov nei pressi di un bar affollato nel centro del paese, era diretta a punire non solo l’ucciso ma anche il fratello di costui ed alcuni personaggi di un paese limitrofo, ai quali i PRESTIFILIPPO CIRIMBOLO si erano rivolti per avere aiuto contro i catanesi e che il sabato precedente l’omicidio avevano addirittura minacciato gli esponenti del clan Cappello, ai quali, fino a pochi mesi prima, PRESTIFILIPPO CIRIMBOLO Salvatore ed i suoi sodali dovevano rendere conto.

L’uccisione di LEONARDI Prospero ed il ferimento di DRAGO Angelo sono emersi come la reazione al tentativo  dei due di riconquistare per conto di Cosa Nostra di Enna il paese di Catenanuova , controllato in quel periodo da STRANO Santo e SALVO Giovanna.

LEONARDI Prospero, prima di essere ucciso, aveva preso contatti con esponenti mafiosi di altri centri, aveva avvisato alcune persone sottoposte al “pizzo” della sua nuova leadership e aveva intimato agli esponenti del gruppo avverso di ritirarsi e di lasciare alla sua organizzazione il controllo del territorio, confidando in un appoggio delle famiglie di Cosa Nostra catanesi che invece non si concretizzò.

 

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Redazione

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