Giudiziaria

Stop alla caccia in Sicilia, il tar accetta il ricorso

La stagione della caccia in Sicilia è stata fermata. È questo il successo ottenuto da Legambiente Sicilia, LIPU e WWF.

Il Tar Palermo ha accolto totalmente il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio 2018/2019 emanato ad agosto dall’assessore all’Agricoltura, Eddy Bandiera.

La promozione del calendario di caccia aveva aperto un profondo contrasto con l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

I punti focali della decisione del Tar sono: l’illegittimità della preapertura del 1 settembre con conseguente chiusura della caccia sino al 1 ottobre per gli uccelli e la piccola selvaggina; l’illegittimità della prosecuzione dell’attività venatoria nel mese di febbraio 2019; la chiusura della caccia al coniglio per l’intera stagione e il valore del parere dell’ISPRA, a quanto pare, totalmente ignorato dalla Regione.

Il TAR Palermo ha richiamato le sentenze del Consiglio di Stato sul rispetto del parere dell’ISPRA e anche la giurisprudenza della Corte dei Conti sul danno erariale generato dall’illegittima caccia di fauna selvatica, che costituisce un patrimonio indisponibile dello Stato. Inoltre, il Tar ha marcato come vi fosse una mancanza di dati scientifici aggiornati, fondamentali per regolamentare e gestire la caccia in Sicilia da parte della Regione.

Il Tar, inoltre, evidenzia che «il ruolo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha particolare valore per garantire l’osservanza di livelli minimi e uniformi di protezione ambientale, così come affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 139 del 14 giugno 2017, con la conseguenza che una scelta dell’Amministrazione che si ponga in sostanziale contrasto con il parere di detto Istituto deve essere sorretta da serie ragioni giustificative esposte con una congrua ed adeguata motivazione».

E invece, sottolineano i giudici, l’assessorato «si è discostato dalle indicazioni fornite dall’I.S.P.R.A. senza tuttavia richiamare, come avrebbe dovuto, dati scientifici attuali e, soprattutto, specificamente riferiti alla realtà regionale siciliana, con ciò rendendo inattendibile la valutazione tecnica compiuta».

Le associazioni vincitrici del ricorso, Legambiente, LIPU e WWF chiedono all’assessore Bandiera che la decisione del Tar venga immediatamente eseguita, al fine di prevenire ulteriori e irreparabili danni al patrimonio faunistico e che vengano divulgare immediate disposizioni ai corpi di polizia e vigilanza per il rispetto dei nuovi divieti.

Le condanne

Dal 20 settembre, infatti, vi saranno severe condanne: chiunque venisse sorpreso nell’esercizio di attività venatoria ovvero di porto di fucili da caccia sarebbe punibile per il reato di esercizio venatorio in periodo di divieto ai sensi dell’art. 30 della legge n. 157/1992, punito con l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda fino a 2.582,00 euro ed il sequestro delle armi e della fauna eventualmente abbattuta.

EG.

DS

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Redazione

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