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Stop ai concerti al Teatro Antico di Taormina

Duro colpo per gli amanti della musica: da quest’anno, fino a data da destinarsi, non saranno più ospitati concerti al Teatro di Taormina. A deciderlo l’assessorato regionale ai Beni Culturali, guidato dal prof. Antonio Purpura.

Il problema, secondo quanto appreso, sarebbero gli effetti che i decibel dei concerti rock avrebbero sulla struttura. Sembra che le vibrazioni, infatti, possano danneggiare l’intero teatro. Naturalmente, l’assessorato ai Beni CUlturali deve pensare al patrimonio storico della regione, non certo ai concerti. Per questo motivo, le esibizioni di nomi dal calibro di Stevie Wonder e Carlos Santana, previsti per il 2015, sono stati cancellati.

Da notare, però, che i concerti e tutti gli eventi culturali fin qui organizzati all’interno della struttura hanno dato alla regione un flusso monetario non indifferente, oltre a pubblicità positiva e soprattutto gratuita.

Si pensi soltanto al concerto di Laura Pausini, in seguito trasmesso in tutte le televisioni, o a quello della boyband Blue, che hanno generato per la Sicilia introiti da parte di turisti e semplici fruitori dello spettacolo. Niente concerti, nessun motivo per andare a Taormina, niente turisti, niente denaro. Sembra che di ufficiale non ci sia ancora nulla, ma la dichiarazione rilasciata dal dirigente generale Salvatore Giglione al sito d’informazione Globus Magazine sembra presagire il peggio: «Se vengono annullati eventi, pazienza – dichiara Giglione -. D’altronde questi luoghi non sono fatti per i concerti rock. La nostra priorità è tutelare i monumenti antichi. Tutto il resto viene dopo, compreso l’indotto economico legato agli spettacoli. Siamo stati costretti a rivedere le autorizzazioni …».

A rendere amara la mancata concessione per gli eventi estivi, anche l’attuale stato di conservazione del Teatro, così come denuncia Nuccio La Ferlita, di Musica e Suoni. In questo momento, infatti, il palco risulta ancora ingabbiato dai legni della stagione estiva che, a causa delle intemperie, diventeranno presto fradici. Senza considerare, inoltre, le possibili infiltrazioni nel sottosuolo.

Una mancanza di attenzione al patrimonio artistico-culturale dovuto, tra l’altro, proprio dalla Regione dopo l’applicazione di nuovi tagli all’ex tabella H. Sembra, infatti, che l’amministrazione regionale voglia apportare un nuovo taglio del 35% al già insufficiente 1 milione 600 mila stanziato nel precedente anno ai Beni Culturali. Un taglio alla cultura che non potrebbe essere neanche compensato dalle attività private.

E pensare che il primo indotto per il turismo è proprio la cultura.

 

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Redazione

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