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StMicroelectronics, Berretta chiede un incontro al ministro per discutere il futuro dell’azienda

“Conoscere nel dettaglio le decisioni del Governo italiano sul futuro della StMicroelectronics e in particolare rispetto al mantenimento dell’investimento pubblico nella microelettronica, che avrebbe evidenti conseguenze occupazionali nella città di Catania”.

Con queste motivazioni il parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, ha chiesto al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, un incontro urgente, preoccupato per il futuro dell’azienda italo-francese della microelettronica che solo a Catania dà lavoro ad oltre 4.000 tra ingegneri, chimici, fisici e tecnici specializzati. “

Ho ricevuto importanti sollecitazioni da parte di tanti lavoratori preoccupati, a ragione, per il proprio avvenire e per quello delle loro famiglie – sottolinea Berretta, nella lettera rivolta al ministro Guidi – StMicroelectronics per anni è stata il cuore pulsante dell’attività industriale non solo catanese ma di tutta la Sicilia orientale. Oggi di quella che è stata definita l’Etna Valley non sono rimaste che le vestigia: non solo per quel che concerne le infrastrutture industriali che man mano chiudono e restano vuote cattedrali nel deserto, ma soprattutto per le tremende ricadute occupazionali. Tuttavia sino ad oggi alcune realtà hanno resistito, mi riferisco alla microelettronica siciliana, un’eccellenza che ha portato la St ad essere al quarto posto tra le aziende produttrici di microchip”.

“La St opera da circa vent’anni sul territorio catanese ma negli ultimi otto anni sembra avviata al declino” prosegue Berretta, che ripercorre le ultime vicende del sito catanese: “Nel 2007 la dirigenza dell’azienda ha deciso di abbandonare il settore delle memorie rivedendo la scelta di investire sulla costruzione nell’area industriale etnea di uno stabilimento ultramoderno, che avrebbe occupato oltre 1.200 nuovi lavoratori e su cui era stato attivato un contratto di programma da circa due miliardi di euro, di cui 450 milioni sostenuti dall’Unione Europea e dallo Stato italiano – scrive il deputato etneo  – Successivamente la divisione memorie con più di 1480 lavoratori è stata riversata prima in uno spin off d’azienda di brevissima durata, Numonyx, e quindi acquisita dalla multinazionale statunitense Micron che dopo pochi anni, e notevoli profitti, ha deciso di ridurre sensibilmente il suo investimento in Sicilia tagliando non solo posti di lavoro ma elevate professionalità”.

Credo sia giusto condividere con Lei le preoccupazioni dei lavoratori – conclude Berretta – Per questo chiedo di poterla incontrare per fornire le opportune rassicurazioni ai dipendenti, che rappresentano un’eccellenza per il territorio catanese, riguardo il rilancio degli investimenti nell’ambito di un piano europeo della microelettronica, sul modello di quanto realizzato dall’azienda tedesca Infineon”.

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Redazione

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