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M5S, ecco chi è Steni Di Piazza

L'intreccio politico, economico e religioso che logora i superstiti grillini.

Il cerchio magico pentastellato palermitano si stringe intorno al direttore di Banca Etica, Steni Di Piazza, candidato nel collegio uninominale per il Senato. Una scelta “altisonante” per il M5S che potrebbe svelare diversi arcani misteri irrisolti a molti attivisti, curiosi ed “esclusi” a vario titolo.

Com’è noto, Banca Etica si occupava del microcredito siciliano sul quale venivano versate le eccedenze dei parlamentari M5S durante la scorsa legislatura regionale. Lo stesso Beppe Grillo è socio azionista della banca, e Ugo Forello risulta essere tra i fondatori.
Ma a calcare la mano affinché la gestione del fondo venisse affidata proprio a Banca Etica, nell’ambiente grillino palermitano della prima ora, dicono sia stato Giorgio Ciaccio che in banche e affari sembrava essere ferrato, come solido era e continua a essere il suo rapporto con la famiglia di Di Piazza. È qui che il cerchio si allarga con volti e nomi noti nell’M5S. Interessante notare che Giorgio Ciaccio e Donato Didonna, il più importante finanziatore della campagna elettorale per le amministrative 2012 di Palermo, marito di Stefania Petyx (la cui madre è cugina diretta di Steni Di Piazza), avrebbero avviato diverse cooperative e start up, tra le quali Ikea Express, Factotum e Natura Express in cui compare anche Adriano Varrica. In questo giro, inoltre, figura persistente è Claudia La Rocca che ricordiamo essere, insieme a Giorgio Ciaccio, tra i fondatori del M5S di Palermo: Claudia La Rocca, in passato, è stata segretaria personale con contratto a termine di Stefania Petyx, nota inviata di Striscia la Notizia, la popolare trasmissione televisiva Mediaset.

Sul finire degli anni Novanta, Steni Di Piazza aveva già sviluppato un progetto di microcredito destinato agli immigrati residenti a Palermo, finanziando con 3 miliardi delle vecchie lire 500 famiglie extracomunitarie.

Buone azioni che potrebbero essere riconducibili all’appartenenza di Steni Di Piazza al Movimento dei Focolari, una comunità cattolica del XX secolo fondata e guidata, fin quando in vita, da una visionaria: Chiara Lubich. In antitesi con il percorso ecumenico cristiano, il Movimento dei Focolari è fondato sull’annullamento di sé e fede cieca verso la parola della fondatrice, piuttosto che nella fede in Dio. Ma nonostante questo, la “setta” era benvista da Papa Giovanni Paolo II, e sempre crescente è il numero di adepti, tra i quali vescovi, cardinali e sacerdoti, in Italia e nel mondo, anche appartenenti ad altre religioni.

Certo, molto controversa è la posizione generale verso questo “movimento” per chi lo vive, “setta” per chi lo vede dall’esterno.
Ma sta di fatto che nessuno può osare contraddire o mettere in dubbio le certezze dei focolarini, a cominciare dalla biografia della fondatrice la cui vita loro ritengono essere scritta da mano celeste, e non esiste altro, né scienza, né conoscenza. E forse questo è uno degli stilemi che più si avvicinano al grillismo più puro.

Chi entra a far parte del movimento, è invitato a mettere in comune il superfluo, seguendo l’indicazione evangelica «date e più vi sarà dato»: i focolarini coi voti sono tenuti a spogliarsi delle loro ricchezze, fanno vita comune e non trattengono nulla di ciò che guadagnano. Anche gli sposati devono versare il «superfluo» ma attenzione: più viene reso e più viene dato, di tutto, di più. Perché loro tentano di costruire un mondo ideale, tanto da avere le loro “capitali” (più di 20 in tutto il mondo), in cui rappresentarlo. La comunità prende, la comunità dà, a discrezione dei suoi capi. Un po’ come nel M5S, insomma.

A gettare ombre su questa “comunità religiosa” diversi focolarini che hanno abbandonato il percorso e che hanno raccontato le molestie anche psicologiche subite nelle loro testimonianze riabilitative.

E se Banca Etica, già oggetto di diverse critiche, fosse un tramite per finanziare questo movimento religioso, adescare adepti e costruire nuove comunità? Sarebbe inquietante. Come inquietante sarebbe ritrovare tra i banchi del Parlamento della Repubblica Italiana il direttore di una banca addentro al Movimento dei Focolari con qualche carica.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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