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Stati Generali dello Sport Nazionale. La partita è ancora aperta?

Il Presidente del CONI Giovanni Malagò si dice ottimista. Gli Stati Generali dello Sport Nazionale si concentrano sulla Riforma del CONI approvata nella Legge di Bilancio. Si è tenuto ieri nel salone del comitato in presenza delle massime rappresentanze sportive italiane il confronto con i sottosegretari alla Presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti e Simone Valente.

«Non ero ottimista quando è arrivato questo provvedimento», ha affermato il presidente Malagò aprendo i lavori difronte a una platea di 250 persone. «Lo sono invece oggi perché gli impegni presi sono importanti. Sarebbe una forma di autolesionismo se poi non avessero riscontro nella pratica».

Una luce in fondo al tunnel

«Il Consiglio Nazionale, a larghissima maggioranza, ha chiesto che si instaurasse il dialogo con il Governo», incalza. Il Presidente punta perciò il faro sulla centralità della condivisione all’interno del CONI: «Il Consiglio Nazionale è lo specchio di un movimento immenso».

«Faccio fatica a poter pensare che nel mondo, e in altri contesti, ci sia un esempio così trasparente di rispetto della democraticità. Non c’è nessuna volontà di aprire una polemica, ma questo va evidenziato», ribadisce. «Siamo felici della presenza dei Sottosegretari Giorgetti e Valente. Perché la presenza istituzionale, in considerazione al tema, è in linea con i propositi manifestati dal Sottosegretario Giorgetti».

Sport come opportunità di crescita e incentivo al gioco

Più critico è invece la stella d’oro del CONI, il catanese Orazio Arancio presidente della Commissione Nazionale dei Tecnici sportivi.

 

 

 

 

«Vengo da uno sport di squadra in cui il capitano è stato sempre scelto dallo spogliatoio. Oggi mi sembra che il capitano sia scelto da logiche diverse ma chi verrà dovrà guadagnarsi la fiducia», afferma il consigliere del CONI.

«Le preoccupazioni del settore tecnico – osserva l’ex rugbista – sono la salvaguardia del merito e le competenze. Dove la politica è voluta intervenire spesso non è riuscita a salvaguardarle».

«Lo sport italiano è pieno di eccellenze e non vorrei che questa situazione riguardi anche il nostro mondo», dichiara con qualche riserva. «Lo sport italiano ha bisogno di risposte certe e rapide. Non possiamo attendere tempi della politica e della burocrazia».

«Ci auguriamo che la politica si renda conto di quanta velocità e di quante certezze abbia necessità il nostro mondo. A causa di scelte scellerate del passato, siamo ai minimi storici come cultura sportiva, ma anche attraverso i tecnici dello sport possiamo ricollocarci al centro del sistema. Da giovani abbiamo tutti giocato nel cortile e chi portava il pallone decideva chi doveva giocare. Spero che questo non accada, e venga data a tutti l’opportunità di crescere e di giocare», conclude.

Giorgetti e Valente: “Fermi sulla riforma, ma aperti al dialogo”

Non un passo indietro sembrano accennare i sottosegretari Giancarlo Giorgetti (Lega) e Simone Valente (M5S).

«Questa riforma, per quanto riguarda il CONI, esalta l’indirizzo della politica sportiva del Comitato», risponde il sottosegretario leghista. «Secondo noi, nell’assoluta autonomia questa dimensione viene esaltata. La preoccupazione dell’intromissione della politica non esiste. Per FSN, DSA e le altre realtà non cambia nulla», enfatizza.

«Anzi, per quanto riguarda la contribuzione, (la riforma, n.d.r.) emancipa lo sport dalla Legge di Bilancio, e parliamo di un successo storico. Tutti continueranno a fare quello che si faceva prima, anche con più risorse».

Giorgetti perciò prova a rassicurare i principali timori sollevati dai tecnici, pur tuttavia confermando l’intenzione a non volere retrocedere rispetto la strada avviata con la riforma. «Coni Servizi cambia nome ma continuerà a fare servizi nell’interesse di CONI ente. Però nella nostra intenzione e nei nostri sogni dovrebbe essere un braccio operativo per sviluppare la dimensione formativa educativa legata alla scuola, dove si è fatto poco negli anni, e la dimensione della prevenzione sanitaria e/o medicina sportiva, dove mutuando le esperienze degli altri, pensiamo che lo sport possa fare moltissimo».

Quindi, il sottosegretario apre al dialogo. «Siamo impegnati con Mornati, Malagò e Miglietta per cercare di far produrre i risultati migliori da questa riforma. Credo che questi Stati Generali si interrogheranno sul futuro dello sport non legato al passato e neanche al presente ma cercando di guardare al movimento per quello che sta diventando».

Simone Valente: “Abbiamo bisogno di esperienze, di persone che ci indirizzino”

Sembrerebbe ingranare invece la retromarcia il sottosegretario grillino Simone Valente.

«Mi piacerebbe mettere ancora di più al centro i diritti di chi lavora in questo mondo. La linea del Governo dovrà essere quella di garantire tutele previdenziali e appunto diritti».

«Da soli non possiamo farlo», riconosce il sottosegretario. «Abbiamo bisogno di esperienze, di persone che ci indirizzino. Questo deve essere l’approccio. Ci mettiamo a disposizione di chi a cuore il modello sportivo e antepone gli interessi collettivi a quelli personali. Vuol dire gestire in modo meritocratico il sistema».

[Foto in evidenza by Mezzelani-GMT Sport]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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