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Catania in mano ai giovani. Il successo di Start Up Week

In un momento in cui i giovani vanno via sempre prima e sempre più spesso dalla Sicilia, prendono piede delle realtà che invece mirano a sfruttare le potenzialità dei giovani siciliani.

Obiettivo principale della Start Up Week è, per l’appunto, connettere, ispirare, educare e rafforzare i singoli ed i gruppi presenti nella realtà locale attraverso momenti sia di informazione che di team working per sviluppare un’idea di business. E dove far crescere al meglio questi obiettivi se non a Catania?

La seconda Start Up Week dopo Roma.

Catania si è mostrata lo scenario perfetto a tale scopo, madre di start up già ben avviate nel campo dello sviluppo dei software e della consulenza informatica. Secondo il report del Ministro dello Sviluppo Economico italiano, la città etnea è tra le province ad alto tasso di innovazione. Ma non è stato questo l’unico motivo che ha spinto l’organizzazione a scegliere Catania.

«Siamo la prima start up week del Sud Italia. Abbiamo proposto di farla a Catania, abbiamo chiesto al format, che è di proprietà di Techstars e ci è stato concesso», spiega Simone dei Pieri, attivo nell’organizzazione della Start Up Week a Catania.

Parola d’ordine: innovazione.

L’evento ha coperto un’intera settimana, dal 12 al 16 novembre attraverso conferenze, seminari, masterclass, workshop e incontri di networking seguiti da importanti speaker e professionisti del settore.

«Nel corso di una settimana si è parlato a Catania di innovazione in tantissimi ambiti: ambiente, dati, economia, economia di massa, legale. Si è fatto davvero di tutto in un evento assolutamente gratuito» continua Dei Pieri

L’aspetto gratuito dell’attività non è sicuramente qualcosa da sottovalutare se si pensa a quanti corsi di aggiornamento invece prevedono costi decisamente alti.

«Questa Start Up Week ha dimostrato che c’è tantissima materia prima, tantissime competenze. Non è un obbligo andare fuori. I siciliani sono i primi ad affermare che le altre città abbiano qualcosa in più della propria, ma il nostro progetto mira a sgretolare questa opinione comune.  Quello che noi abbiamo fatto è offrire un’ampia gamma di servizi e opportunità assolutamente gratuiti. Ed il materiale che abbiamo offerto è stato davvero tanto», prosegue.

Numeri e partecipanti.

La Start Up Week ha registrato circa 100 partecipanti, tutti under 30. E tra la creazione di un’app e l’altra, si respirava un clima di grande energia. Ma cosa spinge un ragazzo ad avvicinarsi al mondo delle start up?

«Ho deciso di partecipare alla Start Up Week per avvicinarmi al mondo dell’imprenditoria. Il business mi ha sempre incuriosito, ma ho scelto degli studi completamente diversi con l’aspirazione di un “lavoro sicuro”. Adesso, però sento che la realtà della start up sia un qualcosa di accessibile a tutti, che nasce da studio e ambizione. Anche i social danno una gran mano nello sviluppo di un’azienda.  Il progetto è interessante, ho letto alcuni libri e ho una conoscenza da autodidatta. Sicuramente quest’esperienza sarà utile per confrontarmi con professionisti», racconta Marco che prende appunti quasi indecifrabili su codici e sorgenti.

Grandi assenti, le istituzioni.

«C’è stato un generico disinteresse da parte delle istituzioni, non ho visto sindaco o partecipanti istituzionali genuinamente interessati. Ma, per fortuna, c’è stato un coinvolgimento da parte degli addetti ai lavori più grandi anagraficamente e professionalmente che sono venuti ad ascoltare i ragazzi. C’è un’energia fortissima dal punto di vista imprenditoriale e si rischia di perderla se non si presta il giusto interesse», commenta Dei Pieri, il quale lancia un appello, in vista del prossimo evento che si terrà in primavera.

«Tra sei mesi realizzeremo un’altra Start Up Week e ci auguriamo che la Regione possa stanziare dei fondi. Il centro d’innovazione può essere Catania. È necessario fare  rete con le istituzioni, con le associazioni di categoria: guardate che il futuro passa da qui, ci sono dei giovani che stanno innovando, creando e lo stanno facendo sotto i vostri occhi».

Un successo totalmente inatteso

La Start Up Week si è appena conclusa, un resoconto è doveroso.

«Catania ha raggiunto questi obiettivi ed è meraviglioso. Per quanto riguarda i numeri, ci sono i numeri ufficiali e i numeri ufficiosi. Ufficiali: 100 partecipanti iscritti, i quali hanno formato dei team che si sono divisi in 10. Prima erano più di 10, ma sono diminuiti poiché alcuni team avevano delle idee molto simili dunque si sono agglomerate, hanno fatto squadra, e si sono “uniti” . Ma se parliamo di numeri ufficiosi ecco qua: 7000 caffè bevuti e 1050 red bull consumate per stare al “passo”»

«Questa grandissima partecipazione non ce l’aspettavamo neanche noi perché è una tematica, non di nicchia, ma abbastanza settoriale. Non ho mai partecipato ad un evento così bello e allo stesso tempo così innovativo, quindi non me lo aspettavo. Io ho partecipato a tantissimi eventi ma non mi aspettavo che tutti questi ragazzi, tutti under 30, potessero mettere insieme una cosa del genere da volontari quali erano», conclude Simone Dei Pieri.

La realizzazione di un progetto imprenditoriale e il suo successo nel settore under 30 è sicuramente una vittoria che Catania ha conquistato senza troppo difficoltà. Il futuro non è solo a Milano, Londra o in America ma, concretamente, anche a Catania.

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