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Scovata stalla abusiva al centro storico, trovati due cavalli

Il pieno centro storico, in realtà, godeva di una stalla con ben due cavalli al suo interno.

A scoprire la stalla abusiva sita nel quartiere Antico Corso è stato il comando dei Carabinieri di Catania. Le condizioni del luogo erano poco igieniche, gli animali detenuti illegittimamente e non registrati all’anagrafe equina. Per tali ragioni sia i cavalli presenti che la stalla sono stati sequestrati.

La scuderia, precisamente, si trovava alle spalle del liceo Nicola Spedalieri, a pochi metri dall’Ospedale S. Bambino e del Bastione degli infetti. All’interno di essa sono stati trovati due cavalli: una puledrina di circa 10 mesi ed una cavalla adulta, probabilmente la madre.

I due cavalli si trovavano in condizioni “non idonee all’accoglienza e al mantenimento degli animali” poiché in quello spazio stretto non avevano sicuramente un luogo adeguato per correre liberamente. Il caso, dunque, si allinea con uno stato di maltrattamento punito dal Codice Penale.

Inoltre, così come i circhi con gli animali, le stalle sono ritenute come “industria insalubre di prima classe”, di conseguenza non possono essere presenti all’interno di un centro urbano.

Il portavoce di Free Green Sicilia, Alfio Lisi ha così commentato l’avvenimento:  «Free Green Sicilia da anni denuncia lo sfruttamento ed il maltrattamento di cavalli in città, tra detenzione non autorizzate di cavalli, stalle abusive ed in pessime condizioni, corse clandestine, macellazione e somministrazione di carne equina illegale. Aspetti così estesi in città che l’hanno di fatto trasformata da decenni nella capitale nazionale dei cavalli sfruttati e maltrattati, da singoli individui ed organizzazioni a delinquere!».

«Ma anche le Istituzioni pubbliche- prosegue Lisi- rischiano di essere complici di chi maltratta e sfrutta gli equini a causa della poca attenzione verso tali estese forme di illegalità. Come nel lasciare in affidamento giudiziario spesso nelle mani di chi maltratta i cavalli gli stessi animali con il rischio che questi poi scompaiano nel nulla o meglio rischino di andare a finire nei mattatoi clandestini anche se non macellabili in quanto animali non di allevamento ma considerati di affezione come cani e gatti»

«Dunque i cavalli sequestrati, non debbono essere affidati ai loro carnefici, ma , così come diciamo da tempo, all’Istituto di incremento ippico regionale che, avendo da decenni esaurito le finalità istituzionali per cui era stato realizzato, dovrebbe essere convertito, come chiediamo inascoltati dalla Regione, in un ente di pubblica utilità ovvero in un pensionato- rifugio ad iniziare dai cavalli presenti nell’Istituto, quelli che periodicamente vengono dismessi per anzianità o perché non più idonei dalle istituzioni (Polizia – Carabinieri-Esercito- Forestale e così via) e necessariamente per tutti quei cavalli sequestrati per maltrattamento o detenzione illecita e a rischio macellazione clandestina, e non, per poi finire nelle macellerie equine compiacenti e negli “arrusti e mangia”, mettendo a rischio peraltro la salute di consumatori sprovveduti»

«Dunque per i due cavalli sequestrati dai Carabinieri chiediamo al Sindaco di provvedere con urgenza alla loro idonea sistemazione in un luogo sicuro e a misura di cavalli, e non lasciati in mano agli stessi detentori o trasferiti in un allevamento dove rischierebbero di essere macellati, così anche nel rispetto della circolare del 21 dicembre del 2007 del Ministero della Salute e della normativa sul maltrattamento» termina il portavoce.

EG.

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Redazione

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