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Stabilimenti balneari in agitazione

Stabilimenti balneari dimenticati? Il mancato recepimento da parte della Regione della proroga di concessione demaniale nazionale mette in agitazione gli operatori. Voci di corridoio parlano di decreto regionale in corso di recepimento. Ma si chiedono a gran voce risposte concrete nell’immediato.

Investimenti paralizzati, operatori balneari soli e nell’incertezza

«Il problema è semplice», esordisce Marco Ingallinera, titolare di uno stabilimento balneare a Marina di Ragusa. «Con l’ultima manovra finanziaria nazionale sono state prorogate le concessioni fino al 2035. Il governo regionale però non ha ancora recepito la normativa. Adesso, i titolari degli stabilimenti sono in difficoltà».

«Noi già ci stiamo muovendo con delle associazioni sindacali. A breve ci incontreremo con i rappresentanti della Sicilia orientale per discutere sulla questione», annuncia Ingallinera. «Dopo i disastri del maltempo, noi abbiamo dovuto fare degli investimenti per ripartire subito. C’è anche chi ha dovuto ricostruire l’intera struttura».

Una situazione che lascia l’amaro in bocca. «A differenza degli agricoltori che sono stati risarciti per i danni subiti dalle calamità naturali, gli stabilimenti balneari non hanno avuto nessun tipo di aiuto».

E continua: «C’è chi ha dovuto rifare il proprio lido. E c’è chi sta aspettando a farlo considerato che nel 2020 scadranno le concessioni. In questo modo si bloccano gli investimenti».
«È assurdo!», sbotta il titolare. «Non capiamo il motivo per cui questa proroga non venga messa in ordine al Parlamento Regionale. Si creano grandi disagi per il turismo. Fino a quando non si sbloccherà questa situazione nessuno investirà per migliorare i lidi».

«Nessuno è venuto quando c’è stato il maltempo. Nessuno ci sostiene quando intervengono i disastri di calamità naturale», afferma deluso. «E quando ci vengono distrutte le strutture siamo lasciati da soli. Tutti i lavori li sosteniamo a nostro carico con i nostri sacrifici. Noi con questo lavoro sfamiamo le nostre famiglie», conclude.

Situazione al limite del paradosso in provincia di Catania.

A Mascali, Comune di Giarre, si registra un caso limite. Con delibera del Commissario ad acta, è stato approvato un Piano di utilizzo del demanio marittimo che ha di fatto stravolto l’assetto costiero. Si è registrata infatti la riduzione di 7 concessioni demaniali, passando dalle attuali 23 a 16. Tutto questo, senza tenere conto della proroga stabilita con la Legge di Bilancio nazionale del 30 dicembre 2018.

«Stiamo procedendo con un accesso agli atti al Comune di Mascali per visionare i grafici del Piano di utilizzo del demanio marittimo», dichiara Paolo Battiato, Presidente del sindacato di base balneare. «A nostro modo di vedere è illegittimo perché sono state prese 7 concessioni demaniali e sono state cancellate. Tra l’altro, mi risulta che abbiano spostato tutte le concessioni demaniali in atto, oggi presenti. Le linee guida della Regione prevedevano la deroga e quindi la salvaguardia per le concessioni esistenti, quindi l’inserimento delle concessioni nel Piano».

Ricorso al TAR alle porte

«Noi ci opporremo all’ipotesi prevista dal Piano di utilizzo del demanio marittimo di Mascali», annuncia. «Anche perché, visto che fino al 2020 le concessioni sono assolutamente vigenti, e in più ora ci sarà la proroga dei 15 anni, vorremmo capire con quale criterio si potrà dire alle famiglie che lavorano, e ai relativi dipendenti: “Andatevene e cambiamo il mondo improvvisamente”. Oppure: “Andatevene direttamente a casa e cercatevi un altro lavoro!”».

«Le strutture balneari già vivono in condizioni di difficoltà. Realtà come Mascali o Fondachello riescono appena a sbarcare il lunario. Non sono né Rimini e neppure Forte dei Marmi», incalza il sindacalista. «Chiaramente sono gestite da persone che si impegnano, che lavorano e danno lavoro ad altre persone. Persone che con tanti sacrifici arrivano a portare qualcosa a casa».

«Dire di andare via, quando tra l’altro ci sono gli strumenti normativi per permettere a chi ha costruito queste piccole realtà di rimanere non vedo i motivi di una scelta di questo genere».

Battiato perciò anticipa: «Dopo l’accesso agli atti faremo delle osservazioni. Se saranno accolte, bene. Viceversa, supporteremo le strutture balneari con dei ricorsi al TAR di cui riteniamo ci siano gli estremi».
«La salvaguardia delle strutture balneari esistenti – precisa – è la base che ha sempre propugnato la Regione Siciliana e che noi condividiamo. Da sindacato di stabilimenti balneari, poiché noi non siamo usurpatori del demanio ma paghiamo il canone, manteniamo pulito e sistemato,e offriamo dei servizi, riteniamo che per una scelta di questo genere bisogna pensarci cento volte, non una volta sola. Perché non ci arricchiamo facendo questa attività, ecco».

Maggiore rispetto e più garanzie.

Non chiedono altro il sindacato dei balneari e gli operatori di settore. «Il titolare di uno stabilimento balneare, in realtà, come tempo libero ha forse dicembre e gennaio. Tra la fase di smontaggio, e l’attività estiva vera e propria, è sempre impegnato con lo stabilimento balneare», puntualizza Battiato.

Il focus, si sposta perciò sulle criticità che da soli hanno dovuto affrontare i gestori dei lidi. «Con i violenti acquazzoni e nubifragi dello scorso autunno, si sono registrati moltissimi danni, da Marina di Ragusa fino a Messina. C’è gente che ha avuto anche 100.000 euro di danno che sta rimettendo di tasca propria per ricostruire la struttura».

«La disponibilità dei titolari delle strutture balneari oggi è massima», confessa. «Si vuole investire. Si vogliono creare strutture belle, accoglienti, e simpatiche. E si vuole investire molto anche sull’ambiente».

«Stiamo infatti proponendo delle proposte di legge sia alla Regione che in Parlamento per lanciare i lidi sostenibili, cioè delle strutture che siano attente alla gestione e allo smaltimento delle acque reflue, e nella gestione delle plastiche», spiega.

«Insomma, da parte degli stabilimenti balneari c’è un impegno mostruoso che non può finire in mano alle aste. Perché di fatto è questo quello si potrebbe verificare senza la proroga, riassegnando quelle concessioni». «Potrebbe anche arrivare una multinazionale e accaparrarsi la gestione di tutto con una maxi offerta andando a distruggere le nostre tradizioni, l’impegno degli operatori balneari con il sudore del loro duro lavoro negli anni. Gli stabilimenti balneari non sono macchine da soldi ma un posto dove si crea felicità».

Non solo animazione, balli di gruppo e acqua gym. «Nei lidi riusciamo a fare anche cultura con la musica dal vivo», altro lavoro offerto ai musicisti professionisti che aspettano l’estate per esibirsi negli stabilimenti balneari.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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