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Nasce lo ‘sportello casa’ in un edificio occupato

Nasce uno sportello casa e nasce nel palazzo occupato di via Calatabiano 49. L’idea parte dal sindacato ASIA (Associazione Inquilini e Abitanti) USB Catania e il Comitato CasaXTutti Catania, con l’obiettivo di dare “informazioni, assistenza legale e un sostegno diretto a chi ha problematiche legate all’abitare” ci spiega Claudia Urzì, di Asia.

Lo stabile di via Caltabiano 49 è stato occupato tre anni fa da alcune famiglie sfrattate e in condizioni economiche precarie o senza reddito, aderenti al Comitato Casaxtutti.

L’occupazione degli immobili secondo la legge

Il diritto ad avere una casa è riconosciuto dall’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dall’articolo 11 della Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR). Ma l’occupazione è perseguibile secondo il codice penale.

“Chiunque invade [637] arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati (2) , al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.
Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi”.

Codice Penale, articolo 633

“Occupare un immobile occupato – spiega a questo proposito la Urzì – significa dare la possibilità a famiglie di avere un minimo di dignità. Lasciare vuoti gli immobili, anche se privati, è un reato secondo l’articolo 42 della Costituzione. Quindi il nostro è anche un segnale. Non si possono lasciare immobili abbandonati con la gente costretta a dormire per strada. E stiamo parlando di migranti, ma anche di tantissimi catanesi”.

“La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”

Costituzione Italiana, articolo 42

“Ordinanza di Pogliese, tappeto dove nascondere il problema”

L’iniziativa è nata anche dopo l’ordinanza del sindaco Pogliese che, secondo la Urzì, “Mira a criminalizzare i poveri, a limitare il diritto di muoversi in città. Noi pensiamo che l’abitare è un diritto e che la povertà non possa essere considerata un reato. Ci sono migliaia di immobili inutilizzati che leggi sbagliate hanno reso intoccabili, leggi che tutelano interessi di pochi”.

Secondo la Urzì, l’ordinanza è un po’ come “nascondere il problema sotto il tappeto”.

“Cominciamo ad assegnare le case, quelle non ancora consegnate. Cominciamo ad analizzare i dati che sul diritto all’abitare sono dati di povertà vera e propria. Si dovrebbe lavorare alla base, non nascondere il problema che è la conseguenza di tutto questo.”

5 milioni gli italiani in assoluta povertà.

Le ultime indagini ISTAT offrono un quadro disarmante sulle condizioni di povertà e di diasagio sociale che colpiscono 5 milioni di italiani. Cittadini che, non potendo sostenere gli oneri degli affitti, vengono sfrattati e condannati a vivere in strada o a occupare immobili.

 

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