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Sparatoria a San Giorgio, 4 feriti

Catania –  Violenta sparatoria questa notte nel quartiere di san Giorgio, dove un uomo TORRISI Antonino cl. 1978, armato di un fucile illegalmente detenuto ha aperto il fuoco contro i propri familiari e contro alcuni vicini di casa.

È questa la tragica situazione che le Volanti dell’UPGSP si sono trovati ad affrontare questa notte in una via del citato quartiere: erano circa le 2 del mattino quando diverse telefonate hanno allertato il 113 di quanto stava accadendo nel condominio di San Giorgio. All’arrivo delle prime due Volanti, i poliziotti, trovandosi all’ingresso dello stabile in cui era stata segnalata la sparatoria, sono stati guidati dalle macchie di sangue che sulle scale tracciavano una pista che conduceva al luogo della tragedia.

Sulle prime, l’attenzione degli agenti è stata attratta da una donna evidentemente ferita che implorava aiuto, urlando che all’interno dell’appartamento del vicino si trovava un uomo armato di fucile che stava tenendo in ostaggio la giovane figlia.

All’interno dell’appartamento, sono state subito evacuate due delle persone ferite: facendo scudo col proprio corpo contro la porta dell’appartamento in cui si era asserragliato l’uomo armato, gli agenti hanno permesso ai sanitari del 118, frattanto giunti sul posto, di portare via un uomo e una donna. Più avanti, in un corridoio, giaceva al suolo un uomo in un lago di sangue: la profonda ferita si presentava grave e i primi soccorsi sono stati prestati, nell’immediatezza, dagli stessi agenti, in attesa dei sanitari che sono stati fatti accedere con le medesime misure di sicurezza adottate in precedenza.

Dalla porta dell’appartamento in cui si trovava il Torrisi, intanto, continuavano a giungere i gemiti e le richieste di aiuto della ragazza tenuta in ostaggio.

Attesa la delicata situazione della ragazza trattenuta dal Torrisi, gli agenti hanno intrapreso una difficile trattativa che, come si vedrà avanti, era destinata a precipitare in un vero e proprio dramma. Il Torrisi, infatti, si è rifiutato di rispondere ai continui appelli dei poliziotti che hanno tentato, fino all’ultimo, di ricondurlo alla ragionevolezza.

I silenzi dell’uomo e l’interrotto pianto della ragazza hanno fatto seriamente temere per la vita del giovane ostaggio.

Sofferta ma improcrastinabile è giunta, alla fine, la decisione del blitz: indossati i giubbotti antiproiettile, gli operatori di polizia hanno assunto posizioni di sicurezza, accedendo dal balcone, comunicante con quello dell’appartamento vicino, mettendosi in posizione di “copertura”.

Dalle fessure di una serranda del balcone, un agente ha potuto vedere il Torrisi che ancora imbracciava il fucile con una mano, senza, peraltro notare la presenza della minore. A quel punto, accortosi della presenza del poliziotto, il Torrisi gli ha rivolto contro il fucile, costringendo l’agente ad aprire il fuoco. Non essendo stato ferito, l’uomo si è precipitato a una finestra e ha puntato l’arma contro i poliziotti che, a quel punto hanno dovuto sparare, colpendolo in una parte del corpo non vitale.

L’azione è durata pochi secondi: il TORRISI è stato ferito e neutralizzato, frattanto la piccola veniva messa in sicurezza e allontanata dal luogo.

Calmate le acque, i poliziotti hanno verificato che il fucile di cui si era servito l’uomo per quella che è stata una sfiorata carneficina, era un’arma clandestina con la matricola abrasa.

I feriti, quattro in tutto compreso lo sparatore, sono stati scortati in ospedale dalle Volanti: nessuno di loro versa in pericolo di vita, benché il TORRISI sia stato operato nella notte per la ferita riportata.

Le cause del gesto non sono ancora del tutto chiare, stante pure lo stato di salute delle persone coinvolte nella vicenda, ma la sensazione è che si sia trattato di un raptus improvviso, un gesto di follia che, solo grazie al preciso intervento degli uomini dell’UPGSP che hanno operato con precisione “chirurgica”, non si è concluso con la morte della giovane presa in ostaggio dal Torrisi.

L’uomo, adesso, si trova in stato di arresto, piantonato in un letto d’ospedale, a disposizione dell’Autorità giudiziaria che procede per i gravi reati di tentato omicidio plurimo, detenzione illegale di arma da sparo clandestina e di munizionamento e sequestro di persona.

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Redazione

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