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Tentato omidicio: sparano a rumeno, fermati i responsabili

Nella giornata di ieri, gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto il pregiudicato Nazo Gioele Livio (classe 1992) e Scirè Scapuzzo Gaetano (classe 1990), in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di arma da fuoco con relativo munizionamento nonché ricettazione di medesimi.

Nella nottata dell’1 novembre u.s., alle 2.00 circa, presso il Pronto Soccorso del locale Ospedale Garibaldi, giungeva tale Mustafà Emirah, 27enne di nazionalità rumeno domiciliato a Catania, attinto da colpi d’arma da fuoco alla gamba, all’addome ed alla testa.

I sanitari, dopo avere riscontrato alcune ferite d’arma da fuoco con proiettili rilevati dalla coscia e dalla testa del giovane, lo sottoponevano a duplice intervento chirurgico al fine di estrarre entrambe le pallottole.

Le investigazioni si palesavano immediatamente difficili atteso che alcuna segnalazione di colpi d’arma da fuoco era pervenuta ai numeri di emergenza.
Sulla scorta di piccoli dettagli forniti dalla vittima, le cui condizioni erano gravi ma non tali da essere in pericolo di vita, secondo quanto riferito dai medici del nosocomio catanese il luogo ove era avvenuto il fatto di sangue veniva individuato nella zona del vecchio quartiere di San Berillo.
A seguito di un certosino sopralluogo eseguito unitamente al personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, reso difficoltoso dalle pessime condizioni meteo, il luogo dell’agguato veniva individuato nell’intersezione stradale tra via Ventimiglia e via Pistone laddove venivano rinvenuti e sequestrati alcuni bossoli di piccolo calibro.
Gli investigatori della Mobile procedevano a visionare i filmati dei sistemi di videosorveglianza del centro cittadino, individuando la Mercedes di colore scuro le cui caratteristiche, per modello e colore, coincidevano con quanto riferito dalla vittima.
Il meticoloso ma celere lavoro consentiva di individuare la targa del mezzo che risultava in uso ad un giovane di Palagonia, Scirè Scapuzzo Gaetano.
Da ulteriori accertamenti si verificava che questi era solito accompagnarsi a Nazo Gioele Livio per cui le attenzioni degli investigatori si concentravano sulle ricerche dell’autovettura.
Invero, nel contempo venivano rintracciate due donne di nazionalità rumena, una delle quali convivente della vittima che riferivano di conoscere due giovani provenienti da un non meglio indicato paese della provincia di Catania che viaggiavano a bordo di una Mercedes.

Le donne riferivano di avere udito alcuni “botti” ma di avere pensato in un primo momento a petardi connessi alla ricorrenza di Halloween, salvo rendersi conto di quanto era accaduto vedendo la vittima procedere a piedi con difficoltà e con il volto insanguinato.
Veniva predisposto un piano finalizzato alla ricerca della Mercedes, coordinato dal Dirigente e dal funzionario della Squadra Mobile che disponevano che uno degli Agenti venisse dislocato a controllo delle telecamere cittadine pronto a fornire indicazioni utili al rintraccio del mezzo con a bordo i soggetti sospettati di essere gli autori del delitto.

Alcune ore più tardi, il mezzo veniva visto transitare dalla zona meridionale del capoluogo, pertanto appariva verosimile potesse fare rientro verso Palagonia.
Le pattuglie dislocate all’uscita della città vedevano transitare la Mercedes con a bordo due soggetti che imboccava la SS.417 Catania – Gela.

Ne seguiva un pedinamento che si concludeva lungo la predetta arteria allorquando veniva fermato.

A bordo della vettura vi erano proprio Scirè Scapuzzo Gaetano e Nazo Gioele Livio che venivano condotti presso gli Uffici della Squadra Mobile ove il mezzo veniva attentamente ispezionato, unitamente agli uomini della Scientifica, alla ricerca dell’arma.

Ad esito di accurata perquisizione dell’autovettura, abilmente occultata all’interno di un incavo sottostante il vano posacenere, veniva rinvenuta e sequestrata  una pistola di piccolo calibro, con caricatore rifornito ed una scatola contenente ulteriori 25 cartucce del medesimo calibro. Il calibro risultava lo stesso dei bossoli rinvenuti sul luogo teatro del grave fatto di sangue, pertanto il quadro indiziario nei confronti dei due giovani si faceva sempre più chiaro.
Durante la permanenza negli Uffici della Squadra Mobile, nel corso della mattina e del pomeriggio di ieri, i due giovani rendevano spontanee dichiarazioni confessorie agli inquirenti, nel corso delle quali indicavano il movente in risentimento personale nei confronti della vittima, pertanto alla luce degli elementi raccolti a loro carico, Nazo e Scirè Scapuzzo venivano dichiarati in stato di arresto ed associati presso la casa circondariale di Catania piazza “Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Redazione

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