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Sostare, sit-in dei dipendenti. Blasi risponde alle invettive

La sindacalista accusa l'azienda di mancanza di democrazia. Il presidente risponde: «Mai arrivate richieste di confronto»

Sostare. Nella mattinata di oggi i lavoratori hanno protestato con un sit-in davanti la sede dell’azienda in via Aldeberan 11 a Catania perché preoccupati da alcune voci sulla fusione con Amt.

Il sit-in dei lavoratori Sostare Srl.

Una cinquantina di lavoratori della Sostare Srl. si sono dati appuntamento per dare vita ad un sit-in e chiedere un incontro con il presidente della partecipata che non era però in sede. Davanti lo spiazzale antistante l’ingresso,  la sindacalista Rita Ponzo, segretario provinciale Fisascat Cisl Catania.

Ponzo, Fisascat- Cisl: «Rischio esuberi e mancanza di democrazia a Sostare»

Ai microfoni de L’Urlo ha spiegato i motivi della protesta. «Le preoccupazione dei lavoratori risiedono nel fatto impensabile che la Sostare, insieme all’Amministrazione comunale pensano di fare una fusione e un travaso di lavoratori da una partecipata all’altra. Tutto questo senza coinvolgere le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative all’interno dell’azienda». Il riferimento è all’Amt e alla Catania Multiservizi che, come spiega la sindacalista, hanno “contratti di lavoro completamente diversi”. «I lavoratori della Sostare hanno contratti di 32 ore settimanali. I lavoratori che dovrebbero essere travasati in questa partecipata hanno 40 ore settimanali», spiega la Ponzo. «Il costo del lavoro verrebbe così appesantito. Da qui le nostre preoccupazioni, legate ad un crollo finanziario delle partecipate. Potrebbero nascere dei problemi di riduzione di lavoro per tutti o di esubero di personale».

Ponzo denuncia inoltre una mancanza di dialogo con la Sostare. Riferisce infatti che “ultimamente si prendono delle decisioni senza ascoltare le organizzazioni sindacali. Da tempo abbiamo fatto delle richieste e delle rivendicazioni sulle clausole flessibili ed elastiche. Questo riguarda in particolare le 120 euro l’anno da dare ai lavoratori che vengono organizzati su due turni lavorativi». La sindacalista lamenta che il presidente di Sostare “prende tempo e no da nessuna risposta e va avanti per la sua strada”. Ponzo, infine, chiede risposte immediate. “Qualora non arrivassero si pensa anche ad una giornata di sciopero”.

Blasi: «Aumento indiscriminato di ore lavorative è danno erariale»

Contattato telefonicamente da L’Urlo, il presidente della Sostare, Luca Blasi, ribatte le dichiarazioni della sindacalista. «Le ore di lavoro sono legate al contratto di servizio», esordisce Blasi. «I turni degli operatori sono modellati sui turni della sosta a pagamento. Questo porta a 33 ore settimanali. L’aumento indiscriminato di ore, al di fuori del contratto di servizio, sarebbe causa di danno erariale. In passato, per aver aumentato da 30 a 33 le ore di servizio, la Corte dei Conti ha condannato l’allora presidente e il Cda a un risarcimento alla Sostare di 400mila euro, per aver provocato appunto, un danno erariale». Quindi, specifica che un aumento di ore di lavoro rappresenta un illecito.

«Mai verificate richieste sindacali a Sostare senza esito»

Per quanto riguarda la mancanza di dialogo lamentata dalla Ponzo, il presidente di Sostare chiosa: «Non so di cosa parlino. «Per le 120 euro l’anno di indennità di turnazione, per legge non si applica ai lavoratori part time, come loro. Il problema è stato affrontato». E incalza: «Mai i sindacati mi hanno chiesto una convocazione che non abbia avuto esito. Anzi, se mi viene chiesta da un sindacato, ho convocato anche gli altri, pure con un solo lavoratore iscritto». Sulle accuse di mancanza di democrazia, Blasi ritiene che il confronto lo ha sempre avuto. «Se “democrazia” significa cedere a delle richieste che non hanno basi solide di diritto, allora sono sicuramente poco democratico».

«Nessuna richiesta di confronto con Sostare su ipotetiche fusioni da parte dei sindacati»

Sull’ipotesi di fusione e travaso di lavoratori da una partecipata ad un’altra, Blasi chiarisce che «Mai alla Sostare è stata sottoposta un’ipotesi formale. Mai si è iniziato a parlare con il socio di adeguamenti di contratti di lavoratori. Non appena si comincerà a parlare di questo, i sindacati potranno fare sentire la loro voce. Lo potranno fare con il socio unico per quello che riguarda i contratti. Ritengo che manifestare su un’ipotesi di fusione e preoccuparsi oggi di quello che potranno essere le condizioni lavorative, che devono essere messe in un tavolo di concertazione, sia oltremodo prematuro. Su fusioni ed incorporazione, non sono certo io l’interlocutore adatto per rispondere. A seguito di una delibera del Consiglio comunale di indirizzo, non è arrivato nessun dettaglio su queste ipotetiche fusioni».

Infine il presidente Blasi fa una precisazione: «Da parte di nessuna sigla sindacale è stato chiesto un confronto, in ordine a problemi relativi a ipotetiche fusioni con Amt e altre partecipate”.

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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