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SOS beni culturali, Free Green Sicilia: Teatro Greco di Taormina trasformato in uno stadio

Il teatro nelle condizioni in cui si trova rischia di non essere riconosciuto dall'UNESCO

Il Teatro Greco di Taormina trasfigurato e trasformato  in uno stadio di calcio rischia di non essere riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, come invece dovrebbe essere di diritto? Perché in Italia i teatri classici, come quello Greco di Taormina antico di 2300 anni addietro,  vengono impunentemente , e con il benestare delle Autorità competenti, sfruttati e costantemente depauperati e trasfigurati oltre ogni razionale limite per essere trasformati  in veri e propri stadi, con tanto di strutture artificiali sovracaricati al monumento da migliaia di anni sottoposta alle insidie del tempo, e come se questi fossero stati  costruiti recentemente per spettacoli di ogni genere e per centinaia  di migliaia di spettatori (circa 10.000 ogni concerto o spettacolo) che ne ricoprono ogni spazio, forse dimenticando di trovarsi all’interno di un teatro classico e non di uno stadio di cemento armato?

Forse perché- afferma il Portavoce  Alfio Lisi – le autorità che dovrebbero gestire e proteggere il bene avrebbero dimenticato che l’articolo 1 (Princìpi) del Codice dei Beni Culturali, L.142 del 2004,  al comma 1 così recita,  “In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice”?

Eppure ci stracciamo le vesti nel chiedere, dopo averle abbandonati,  la restituzione di opere trafugate dai siti archeologici siciliani, quasi sempre a causa della non adeguata o inesistente sorveglianza e l’inesistente protezione conservativa, ma trasformiamo il simbolo per antonomasia dell’archeologia classica, i teatri classici greci e romani,  alla stregua di meri stadi in cemento armato.

Ci sarebbe da chiedersi se le invasive e depauperanti tribune artificiali incastonate nel corpo vivo di oltre duemila anni del Teatro Greco di Taormina  per fare confluire quanti più spettatori, solo allo scopo di poter staccare quanti più biglietti di cui una gran parte degli incassi vanno nelle tasche di quelle imprese private che  promuovono lo spettacolo  o il concerto, che ovviamente si scontrano palesemente con l’interesse generale ed , ovviamente, con  il Codice dei Beni Culturali, siano o meno autorizzate dai Sovrintendenti di pertinenza.

Se così fosse ( e non potrebbe essere altrimenti viste le loro competenze) dovremmo chiedere al Ministro e all’ Assessore regionale ai Beni Culturali (cosa che Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali ha fatto più volte ma senza avere risposta) quali sia  il senso della figura del Sovrintendente se poi questo esprime un parere positivo  sull’utilizzo improprio e depauperante dei fragili teatri di pietra senza tenere in alcuna considerazione la normativa vigente come il Codice nazionale sui Beni Culturali oltre alle numerose Convenzioni e Carte internazionali come quella di Verona del 1997 e quella di Siracusa del 2004.

 Sicuramente e senza ombra di dubbio ( perché a nostro avviso il problema sulla conservazione e lo sfruttamento dei beni culturali starebbe prioritariamente  qui) se i Sovrintendenti ai beni culturali della Sicilia  non fossero  incaricati dal governo politico regionale di  turno,  ma, come i direttori dei Musei statali tramite concorso  internazionale, che metta in primo piano autonomia, competenze ed esperienze sul campo, sicuramente potrebbero  esprimere i loro pareri  senza alcun condizionamento politico ovvero  nella massima e garantita autonomia (senza paura di essere sostituiti come accade con Sovrintendenti che si mettono, anche se raramente,  di traverso) e, soprattutto,  nel rispetto dei beni culturali siciliani e della normativa vigente; normativa che spesso viene sacrificata per meschini  interessi di cassa senza pensare ai danni che vengono inflitti ai Teatri antichi, vera risorsa se verrà ben conservata per altre migliaia di anni!

 Cosa ne pensano e cosa pensano di fare i candidati alla Presidenza della Regione in merito all’autonomia e alle libere e consapevoli scelte istituzionali dei Sovrintendenti ai Beni Culturali?

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Redazione

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