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Sorpresona a Sanremo: vince Mahmood!

Vittoria imprevedibile a Sanremo per il giovanissimo Mahmood, con Soldi. Secondo posto per Ultimo, dato per favorito; terzo Il Volo. Si ferma ai piedi del podio Loredana Bertè, scatenando le contestazioni del pubblico.

Sanremo, un podio inaspettato. Solo quarta la Bertè

Contro ogni pronostico, nella roulette di Sanremo la pallina vincente si ferma sulla casella di Mahmood, astro nascente della musica italiana. Nessuno se lo aspettava sul podio, figuriamoci con il Leone d’oro in mano. E dall’espressione al momento della proclamazione neanche lui. Vince un brano di indubbia originalità; vince una vocalità cui non siamo abituati sul palco dell’Ariston. Un motivo un po’ troppo ripetitivo, non proprio illuminante nelle parole, ma coinvolgente. Almeno allontana gli spettri di certi nomi che stavano circolando nelle ultime ore, di cui con tutta franchezza ci chiediamo ancora come siano finiti in un contesto che per molti conserva una certa sacralità. Vince una canzone che però ha preso solamente il 14% del televoto, il che lascia non poco perplessità sul parere (per non dire sulle mosse) degli «esperti». Sarà questo giovanotto di origine egiziana a rappresentare l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest, a Gerusalemme (14-18 maggio 2019).

Vince Mahmood e gli spettatori in sala tornano ad esultare, dopo una clamorosa contestazione per la quarta posizione di Loredana Bertè, in assoluto la più apprezzata nel corso del Festival. Il suo nome echeggia più volte, tanto da costringere prima Bisio a riportare l’ordine, poi Baglioni a raccomandare rispetto per gli artisti che l’hanno sopravanzata. Si accontenta di un onesto argento Ultimo, uscito a testa bassissima, con la grave dimenticanza da parte dei conduttori nel non pronunciare il suo nome. Il suo brano I tuoi particolari è stato il più ascoltato nelle piattaforme web, acclamato durante tutte le esibizioni. Completano il podio i tre ragazzi de Il Volo, che con la loro classe fugano ancora una volta tutta l’invidia che li circonda. Anche ieri sera hanno offerto una prestazione impeccabile, sempre a tono, a differenza degli altri concorrenti.

A Silvestri e Cristicchi i premi di consolazione

Consolazione sì, ma fino a un certo punto per i due grandi favoriti della vigilia. Ai due poeti del contest vanno i premi d’onore, già dimenticati appena chiusi gli occhi dopo la lunga maratona. Simone Cristicchi strappa un meritato quinto posto con annesso gradimento dell’orchestra per la miglior composizione musicale (mica poco!); suo anche il premio per la migliore interpretazione. Daniele Silvestri si piazza sesto, pagando probabilmente l’assenza di canto effettivo nel suo brano. A lui il premio della Critica, della Sala Stampa e per il miglior testo (appena qualcosina!). Due interpretazioni che rimarranno nella storia del Festival e che li consacrano tra i veri big della nostra musica – qualora ce ne fosse ancora bisogno!

Settimo Irama, che conferma le buone impressioni avute sin dall’esordio, con un brano convincente, emozionante, che fa riflettere. Ottava Arisa, sempre a suo agio su questo palco, sempre in grado di distinguersi, sempre più che premiata. Oltre non poteva ambire.

Una classifica a tratti imbarazzante: 15° Renga, 19° Nek

Se il vincitore lascerà l’amaro in bocca a più di una persona, qualcheduno dovrà spiegare ai milioni di spettatori cosa diavolo ci facciano alcuni artisti (e sottolineo artisti, a differenza di cantantucci improvvisati) in fondo alla classifica. La bellissima canzone di Francesco Renga non viene minimamente considerata dai votanti, che la relegano alla 15a posizione. Dopo di lui Paola Turci, che forse paga un esordio stentato, ma che gradualmente ha convinto. Peggio va a Nek, addirittura 19°, forse per aver osato troppo con un arrangiamento a tratti indefinibile (l’elaborazione del venerdì era stata mistica). Va tutto sommato bene a Enrico Nigiotti con un dignitoso decimo posto, seguito a ruota dai divertenti Boomdabash.

E le grandi promesse?

Il simpaticone di turno, Achille Lauro, si accontenta del nono posto, nonostante alcuni «esperti» ne abbiano esaltato le qualità in questi giorni. Sì, avete letto bene: è arrivato nono, non 25° su 24. E sì, avete letto ancora bene: esperti e qualità, due termini che non dovrebbero avere niente a che vedere con quanto abbiamo ascoltato. Sospiro di sollievo alla lettura del suo nome, che non usciva più. Per lui varrà la tipica giustificazione italiana: «Io non l’ho votato!».

Dodicesimo Ghemon, che ha lasciato l’impermeabile in hotel dopo aver letto il mio articolo. Qualcuno accompagni questi ragazzi in un negozio decente. Il suo degno compare, Motta, la promessa della nostra musica (per la gioia di Giuseppe Verdi, che ci guarda e giudica da lassù), chiude 14°; aveva già rubato abbastanza venerdì, vincendo la gara dei duetti per un evidente errore di calcolo. Alla posizione numero 21 inspiegabilmente Briga, al quale hanno clamorosamente toppato l’accoppiamento (la Patty non ce la fa più!). Ultimi Nino D’Angelo e Livio Cori, tanto per riconciliare i fegati con il mondo.

Grande Eros, mistica Elisa

Nel corso della gara, due super ospiti hanno esaltato lo spettacolo della finale. Il primo è stato Eros Ramazzotti con Vita ce n’è, tratta dall’omonimo album in uscita. Quindi con Baglioni ha cantato la sua cara Adesso tu, che a Sanremo lascia sempre una suggestione particolare. Chiude portando sul palco il portoricano Luis FonsiMr. Despacito per intenderci, dando un volto agli incubi estivi di molti di noi.

Grande apprezzamento per Elisa, che dopo aver cantato il suo nuovo singolo Fragile, ha letteralmente incantato in coppia con Baglioni con Vedrai, vedrai di Luigi Tenco. Una lezione a tutti coloro che si lanciano nell’arduo mestiere della composizione. Un sogno ad occhi aperti! Il duetto migliore, insieme a quello di Mengoni in Emozioni.

Nel mezzo, Virginia Raffaele finalmente si lancia nelle imitazioni che l’hanno fatta amare da tutto il pubblico italiano. Il suo medley è semplicemente stupefacente.

Alcuni post scriptum di fine Festival

PS. Da stasera si torna a dormire in orari decenti … figli permettendo.

PS bis. Non sarebbe male conoscere i nomi dei selezionatori delle canzoni, così, per sfogarsi un po’.

PS ter. Vabbè il «prima gli Italiani», ma un ospituccio straniero si poteva pure invitare.

PS delle tre del mattino. Non è che Achille Lauro farà trovare una testa mozzata pure sul cofano della mia auto?

PS della staffa. Oggi si riposerà, onorando la domenica, ma da domani con chi duetterà Baglioni?

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